Pubblicato il

Cittadini contrariati: «Le strisce blu sono troppe»

di SONIA BERTINO
Gridano alla sommossa popolare. Chiedono spiegazioni. Che l’amministrazione torni indietro sui suoi passi.
Sono irati i cittadini di Civitavecchia, residenti nel centro cittadino, e precisamente tra via Buonarroti, via Annovazzi, via Calisse e zone limitrofe che hanno appreso da qualche giorno l’imminente attivazione dei parcheggi a pagamento. Annuncio che arriva da un cartello affisso ai parchimetri e che alcuni, solo alcuni, non hanno ancora notato.
«Signor Sindaco pensi bene a quello che sta facendo». Il consiglio arriva da Emiliano. Lui vive a via Papa Giulio II dove i parcheggi, liberi per fortuna, sono praticamente impossibili da trovare: «Figuriamoci quando i parchimetri entreranno in funzione. Nessuno vorrà pagare per parcheggiare e in massa andranno alla ricerca di quei pochi parcheggi ancora gratuiti. Si rischia la sommossa popolare».
Parla di un atto di prepotenza portato avanti dall’amministrazione comunale, Massimo, anche lui residente in zona, proprio come Valterio che vede nei cosiddetti parcheggi blu la possibilità per il Comune di rimpinguare le proprie casse vuote: «Se il comune ha deciso di installare tutti questi parcheggi a pagamento evidentemente necessita di soldi perché in deficit. E noi cittadini dobbiamo solo pagare».
Stupiti, esterrefatti, amareggiati quanti invece davano per scontato il retro front da parte dell’amministrazione comunale a procedere, dopo i servizi televisivi messi in onda anche da emittenti nazionali, come Italia Uno e precisamente dal programma condotto da Ilary Blasi, Marco e Paolo, ‘‘Le Iene’’ che denunciavano l’illegalità di parcheggi a pagamento costruiti ad hoc lungo le carreggiate, al punto da restringerle e così da non essere considerate a norma anche da alcuni magistrati: «Nessuno ci ha fatto sapere nulla – spiega Fabio – Eravamo convinti che dopo i servizi delle Iene che denunciavano episodi simili a quelli di Civitavecchia, il Comune sarebbe intervenuto per bloccare i parchimetri ancor prima di metterli in funzione. Ma a quanto pare l’amministrazione ha deciso unilateralmente di procedere. Sarebbe opportuno, a questo punto fare qualcosa – conclude Fabio – Occorre interagire con le istituzioni, trovando magari qualcuno che tuteli i nostri diritti». 

ULTIME NEWS