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Davanti al gip Elena Aquila e Marco Nardecchia

MONTALTO. Interrogatorio di garanzia per i due arrestati dalla Finanza. Sono accusati di associazione a delinquere, truffa aggravata e frode informatica La ex funzionaria, con la complicità del tecnico informatico, avrebbe sottoscritto falsi mandati di pagamento per legittimare le indebite uscite del Comune L’avvocato Santiapichi che rappresenta l’amministrazione Carai: «Ora ci interessa che venga restituito il maltolto»

MONTALTO. Interrogatorio di garanzia per i due arrestati dalla Finanza. Sono accusati di associazione a delinquere, truffa aggravata e frode informatica La ex funzionaria, con la complicità del tecnico informatico, avrebbe sottoscritto falsi mandati di pagamento per legittimare le indebite uscite del Comune L’avvocato Santiapichi che rappresenta l’amministrazione Carai: «Ora ci interessa che venga restituito il maltolto»

MONTALTO – È previsto per domani, davanti al gip del tribunale di Civitavecchia Andrea Postiglione, l’interrogatorio di garanzia per Elena Aquila, 43 anni di Pescia Romana e Marco Nardecchia, rispettivamente la ex responsabile dell’Ufficio Contabilità e Bilancio del Comune di Montalto e il tecnico informatico presso la società che curava la manutenzione del computer del Comune e che aveva il suo ufficio proprio all’interno del municipio castrense. I due, finiti nella rete della Guardia di Finanza della tenenza di Tarquinia, ed entrambi reclusi presso il carcere di Civitavecchia dovranno rispondere, insieme agli altri sette denunciati a piede libero (riconducibili a società di servizi, edili ed informatiche di cui si serviva il Comune), dei reati di associazione per delinquere, truffa aggravata per oltre un milione di euro e frode informatica ai danni del Comune. La donna dovrà rispondere anche di falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atto pubblico. L’inchiesta della Finanza, coordinata dal pubblico ministero Paolo Calabria, della Procura di Civitavecchia, ha in sostanza messo in evidenza un giro di ‘’pagamenti falsi’’ per una quantità di denaro che supera il milione di euro, cifra indebitamente sottratta al Comune di Montalto. Il sistema messo in piedi dalle persone coinvolte nella truffa, consentiva l’intromissione nel sistema informatico del Comune al fine di produrre atti pubblici falsi, come mandati di pagamento e delibere, con l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti emesse da imprese compiacenti. Poi l’accredito su conti correnti di ditte e società legate alle persone indagate. In sostanza, dal 2005 al 2010, la donna avrebbe sottoscritto i falsi mandati di pagamento che servivano per legittimare le uscite indebite del Comune. Spese che, sulla carta, risultavano regolarmente incluse nel bilancio ma che, in realtà, andavano ad esclusivo vantaggio degli indagati, i quali, a loro volta, trasferivano i soldi del Comune sui propri conti correnti, peraltro sequestrati dalle Fiamme Gialle. Secondo gli inquirenti il tecnico si infiltrava nel sistema informatico del municipio, mentre la responsabile dell’ufficio contabilità firmava i falsi atti pubblici. Nel blitz della finanza, per il quale sono state impiegate 14 pattuglie e circa 40 finanzieri appartenenti anche al Nucleo di Polizia Tributaria, sono stati sequestrati 4 immobili situati a Macerata, Montalto e Roma, conti correnti bancari e quote societarie, due autovetture ed 1 motociclo. «Il Comune si è già costituito parte civile – ha spiegato l’avvocato Xavier Santiapichi, che rappresenta l’amministrazione Carai -. È stato proprio il sindaco, l’estate scorsa, a presentare una denuncia contro ignoti per l’ammanco da oltre un milione di euro dalle casse comunali. Quello che ci interessa maggiormente, ora è restituire al Comune il maltolto. E certamente il sequestro degli immobili, dei veicoli e dei conti correnti eseguito dalla Finanza va in questa direzione». Non si pronuncia, ancora, l’avvocato Marco Testa che difende, d’ufficio, Elena Aquila. Il tecnico informatico Nardecchia è invece difeso dall’avvocato Bernardi.
Ale.Ro.

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