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Dieci consiglieri firmano la sfiducia a Ciogli

CERVETERI – Dieci consiglieri comunali hanno firmato la sfiducia al sindaco di Cerveteri Gino Giogli. È accaduto questa mattina in sede di consiglio comunale, dove già il clima era piuttosto teso visti gli avvisi di garanzia che hanno creato un po’ di disordine nel mondo politico locale. La seduta è aperta dal Presidente del Consiglio Comunale Lamberto Ramazzoti: «Chi ha sbagliato, se ha sbagliato, è giusto che paghi – afferma Ramazzotti – ma io sono sicuro di non aver fatto niente, spero che mi sia data la possibilità al più presto di dimostrare la mia estraneità ma intanto non mi muovo da qui, non mi dimetto». Guido Rossi, “avvisato” anch’egli, nel sottolineare che tra lui e Ramazzotti non c’è mai stata affinità politica, ammette mestamente, che però per la prima volta egli ha ragione. Juri Marini che denuncia prima un episodio che definisce di una gravità inaudita e afferma che, essendo avvenuto in presenza di testimoni, difenderà la sua immagine personale e quella della sua famiglia in ogni sede deputata. Sempre Marini chiede che si metta mano alla delibera oggetto dell’indagine in quanto a suo dire, senz’altro per svista e non per dolo, la riassunzione scritta del deliberato contrasta con la volontà del Consiglio che ha espresso con i suoi interventi nell’ultima frase che ne cambierebbe il senso. Potrebbe questo essere l’inizio di un giallo e di un infinito scaricabarile, ma ad oggi è la cosa più rilevante. Laconico il discorso del Sindaco Ciogli che arriva alla conclusione che dai giovani, che si fanno avanti solo per porre ricatti, poi specifica naturalmente politici, e che hanno buttato tanto sterco addosso alla sua amministrazione, lui non può parlare. Alla ripresa dei lavori 10 consiglieri comunali hanno firmato il documento per la sfiducia al Sindaco. Documento che è stato protocollato questa mattina. Subito dopo le 10 firme, tutti i firmatari hanno abbandonato il Consiglio facendo mancare il numero legale. Ora si passa al dibattito in aula sulla sfiducia a Ciogli, che questa volta non potrà più contare su “maggioranze variabili” ma potrà solo sperare in qualche franco tiratore.

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