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Il mare di Montalto è il migliore nel Lazio

Resa nota la classifica di Legambiente e Touring club italiano pubblicata sulla Guida Blu Svetta in testa alla classifica con quattro vele. Tarquinia ne guadagna una, ma si ferma a tre. S. Marinella ne conferma due

Resa nota la classifica di Legambiente e Touring club italiano pubblicata sulla Guida Blu Svetta in testa alla classifica con quattro vele. Tarquinia ne guadagna una, ma si ferma a tre. S. Marinella ne conferma due

MONTALTO – Stessa spiaggia, stesso mare: questo il giudizio sui mari laziali che emerge dall’annuale classifica delle Vele Blu redatta da Legambiente e Touring Club italiano da ormai undici anni. Non ci sono grosse variazioni, infatti, rispetto ai dati del 2010: nessuna località laziale si aggiudica le tanto ambite “5 vele”, il riconoscimento massimo della classifica, mentre a difendere le “4 vele” conquistate l’anno scorso resta Montalto di Castro, unico comune del Lazio rimasto a vantare il primato. L’isola di Ventotene perde infatti una vela e resta soltanto a tre. “Tre vele” anche per Sperlonga e Tarquinia che finalmente migliora la propria posizione salendo di un posto rispetto al 2010; a seguire con “2 vele” si confermano le stesse località dell’anno scorso: Sabaudia, San Felice Circeo, Nettuno, Santa Marinella, Gaeta, Ostia e Ponza. Maglia nera ad Anzio che conferma la sua unica vela. «C’è troppa inerzia sui mari del Lazio- ha affermato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio -, si vivacchia sperando in un po’ di cemento in più o in assurde concessioni decennali per gli stabilimenti, senza puntare davvero su servizi innovativi e sostenibili, senza un piano serio che faccia migliorare il territorio e crescere il turismo. Tirare a campare può funzionare per un periodo visto che il Lazio e l’Italia sono famosi in tutto il mondo, ma la competizione in questi anni si va spostando sulla bellezza dei luoghi, sui servizi di qualità, sull’innovazione». «È sbagliato – prosegue Parlati – allora, puntare su megaprogetti che hanno come risultato finale solo lo sventramento del territorio, sul nucleare come sui waterfront cementificati, piuttosto che sulla privatizzazione dei litorali con incredibili diritti di superficie per costruire sulle spiagge. Preoccupano, in tal senso, i molteplici allarmi sull’inquinamento delle acque, con macchie scure che da un po’ di tempo tornano in diversi punti, evidenziando problemi alla depurazione o scarichi abusivi». Sono infattidi queste settimane gli allarmi per una vasta morìa di pesci al Rio Tre Denari a Passoscuro a Fiumicino, con schiume sospette. Segnalati anche svariati liquami al canale dei pescatori di Ostia, piuttosto che macchie scure a Ladispoli e ad Ardea. Situazioni nell’area romana sono forse anche legate alla recente modifica della normativa sulla balneazione che ha innalzato i limiti di legge per diversi parametri ed eliminato il monitoraggio di altri, facendo diventare balneabili per legge luoghi che presentano problemi.
Ale.Ro.

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