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Il sindaco Roberto Bacheca revoca le deleghe al consigliere Pepe

La decisione presa a maggioranza dopo il voto di astensione sul bilancio 2011

La decisione presa a maggioranza dopo il voto di astensione sul bilancio 2011

SANTA MARINELLA – Il Sindaco di Santa Marinella, Roberto Bacheca, ha revocato ufficialmente le deleghe al consigliere comunale Emanuele Pepe, incaricato ai piani di recupero e alla riqualificazione territoriale. Tutto ciò in seguito alle dichiarazioni ed al voto di astensione dello stesso Pepe in Consiglio Comunale. “Considerato – si legge nella nota – che in conseguenza di quanto accaduto in Consiglio Comunale è venuta meno la fiducia da parte della Maggioranza consiliare riguardo le problematiche a suo tempo delegate al consigliere Pepe, il Sindaco revoca l’esercizio delle funzioni al sopracitato consigliere, afferenti i piani di recupero e riqualificazione territoriale attribuite con provvedimento n° 39 del 29/04/2008”. “E’ evidente – aveva dichiarato Maggi ieri sera durante l’assise comunale – che dopo le dichiarazioni, ad esclusivo titolo personale del consigliere Pepe e del quale se ne prende ovviamente tutta la responsabilità, molto probabilmente la maggioranza, da domani, sarà diversa. Non solo non è condivisibile il voto di astensione ma anche i motivi che hanno decretato questa scelta”. “Il consigliere Pepe non è più in sintonia con le scelte della Maggioranza – afferma il Sindaco Bacheca – e per questo ho deciso di revocargli le deleghe da lui rappresentate fino ad oggi. Francamente mi restano di difficile comprensione i motivi per cui è giunto a questa decisione, tuttavia ognuno prende le responsabilità delle proprie azioni e ne paga le conseguenze”. “Rimango esterrefatto – afferma il Presidente Rossanese – sulle dichiarazioni del consigliere Pepe, considerato che Venerdì ci siamo incontrati in Maggioranza e nulla ha lasciato trapelare circa una simile dichiarazione su un atto così importante come il bilancio. Personalmente rimango deluso quando sento affermare che eravamo solamente in pochi e non essendoci tutta la maggioranza, non ci veniva comunicata tale decisione. Ultima considerazione è comunque la condanna a chi si presenta e viene eletto con un simbolo e una appartenenza politica e, per motivi propri, cambia schieramento. Chissà se oltre al suo gruppetto abbia sentito anche chi l’ha votato. Posso capire che non sia facile appartenere ad un partito, ad una squadra di governo, ad un gruppo di lavoro ed è sicuramente molto più facile cambiare, filosofeggiare e arrendersi davanti alle difficoltà”.

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