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Il tenore Terranova apre l’Etruria Musica Festival

L’evento finanziato dalla Fondazione Ca.Ri.Civ.

L’evento finanziato dalla Fondazione Ca.Ri.Civ.

TARQUINIA – Torna l’appuntamento con l’Etruria Musica Festival giunto quest’anno alla sua 11^ edizione, la seconda finanziata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia. La cornice è quella della splendida chiesa di Santa Maria in Castello, dove saranno ospitati concerti di qualità grazie all’impegno dell’associazione Sound Garden e la direzione artistica di Andrea Brunori. «La Fondazione Cariciv, anche per festeggiare i dieci anni dalla sua costituzione, ha voluto sostenere in modo forte Etruria Musica Festival – ha spiegato entusiasta il presidente Vincenzo Cacciaglia – l’evento sarà aperto dal tenore Gianluca Terranova, che quest’anno portiamo a Tarquinia, città a cui siamo molto legati: un modo per testimoniare ancora di più la nostra vicinanza al territorio». Il tenore Terranova, come spiegato poi nel dettaglio dal direttore artistico Brunori, aprirà il festival il 10 agosto prossimo (i coupon gratuiti possono essere ritirati presso l’infopoint alla barriera San Giusto). Il 20 agosto sarà protagonista il giovane violinista Mhanna, insieme al pianista Alberto Galletti. Il 25 agosto sarà la volta della “Tarquinia Open Orchestra”, con i solisti Andrea Brunori, al pianoforte, e Luca Purchiaroni, al clavicembalo, e la partecipazione di Donato Salvatore Cambò, al flauto, e Corrado Stocchi, al violino. Chiusura in bellezza il 27 agosto con il concerto di jazz di Rita Marcotulli, una delle pianiste italiane più richieste a livello mondiale. «Tutte serate – ha spiegato Brunori – di grande qualità». L’appuntamento, ad ingresso gratuito, è per le 21. «Etruria Musica Festival – ha concluso l’assessore agli spettacoli Giancarlo Capitani – è uno degli appuntamenti più attesi dell’estate tarquiniese, per la qualità che lo ha sempre caratterizzato. Ringrazio la Fondazione Cariciv senza il cui aiuto non sarebbe stato possibile realizzare la rassegna, soprattutto in un periodo di forti tagli alla cultura».

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