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Ladri di rame nella rete dei Carabinieri

Due pregiudicati rumeni sono stati sorpresi nella notte mentre si accingevano a caricare circa 700 chilogrammi tra cavi in rame e tubi in acciaio inox, asportati ancora all'interno dell'ex pomodorifico di TarquiniaIngenti i danni causati allo stabilimento pubblico di proprietà dell'Arsial

Due pregiudicati rumeni sono stati sorpresi nella notte mentre si accingevano a caricare circa 700 chilogrammi tra cavi in rame e tubi in acciaio inox, asportati ancora all'interno dell'ex pomodorifico di TarquiniaIngenti i danni causati allo stabilimento pubblico di proprietà dell'Arsial

TARQUINIA – Questa notte i carabinieri tarquiniesi del luogotenete Stefano Girelli hanno proceduto all’arresto di altri due cittadini romeni che approfittando delle tenebre si accingevano a caricare circa 700 chilogrammi tra cavi in rame e tubi in acciaio inox, asportati ancora all’interno dell’ex pomodorifico di Tarquinia. Un giovane appuntato dei carabinieri della locale stazione, infatti, transitando libero dal servizio ed a bordo della propria autovettura nei pressi dell’ex pomodorificio, ha notatato i due malviventi intenti a caricare faticosamente il prezioso carico all’interno di un’autovettura con targa spagnola, ha quindi richiesto il supporto delle pattuglie impegnate nel servizio esterno e si è appostato in modo tale da osservare le loro azioni. Nel momento in cui i malviventi hanno ripreso la via di casa, lo stesso graduato a debita distanza li ha seguiti a bordo della propria autovettura fornendo, telefonicamente e contestualmente, le indicazioni ai colleghi circa la via di fuga da questi presa. Due pattuglie della locale stazione carabinieri non hanno quindi faticato molto a raggiungere il veicolo in questione che, a causa dell’ingente carico e per non destare sospetti, procedeva a rilento sull’Aurelia in direzione di Montalto di Castro. Sono così finiti in manette due pregiudicati romeni, residenti in Spagna ma già arrestati per medesimi reati nella provincia viterbese; tant’e’ vero che uno di questi, nonostante il suo status di cittadino comunitario, era stato rimpatriato proprio l’anno scorso a seguito di motivato decreto emesso dal prefetto di Viterbo. Ingenti i danni causati allo stabilimento pubblico di proprietà dell’Arsial, da anni meta dei predatori del rame, ma anche questa volta il maltolto è stato recuperato. Gli arrestati, trattenuti presso le camere di sicurezza, saranno tradotti e giudicati oggi stesso con rito direttissimo, presso il Tribunale di Civitavecchia.

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