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Marietta Tidei: "Maggioranza ipocrita"

CIVITAVECCHIA – “Vergognoso che il presidente del consiglio Francesco Cappellani provi a negare ai consiglieri la possibilità di autoconvocare i consigli”. Non si placano le polemiche all’indomani dell’ultimo consiglio comunale, quello sull’assegnazione delle casette di legno a San Liborio. A tornare alla carica è il cosnigliere del Pd Marietta Tidei che critica quanto dichiarato ieri dal presidente del Consiglio. “Prima di bacchettare l’opposizione – ha spiegato Tidei – Cappellani dovrebbe scusarsi per la pessima conduzione dei lavori del Consiglio, la peggiore della storia della città, visto che per discutere una mozione o per poter avere risposta ad una interrogazione ci vuole mediamente un anno poiché ormai si tiene un consiglio ogni 3 mesi. Sono quattro anni che chiediamo al presidente di poter tenere un Consiglio per “smaltire” tutte le mozioni e le interrogazioni e non ci è mai stata concessa questa possibilità. Questa è di gran lunga la consigliatura più improduttiva della storia cittadina visto il numero di delibere approvate dal Consiglio e dalla Giunta. Singolare – ha aggiunto il consigliere del Pd – è poi il fatto che dalla maggioranza si scandalizzino per i costi di un consiglio comunale. Forse il presidente e i consiglieri di maggioranza non ricordano che solo nel 2010 la Commissione Commercio è stata convocata ben 27 volte per licenziare un solo provvedimento e quella Sviluppo si è riunita 28 volte senza nessun atto su cui esprimere un parere. I consiglieri hanno intascato il gettone e hanno avuto un bel permesso di lavoro. Quelle commissioni non hanno forse un costo? La smetta la maggioranza con questa ipocrisia. Capisco che aver fatto la figura dei conigli di fronte ai tanti cittadini venuti in Consiglio non deve essere stato piacevole, soprattutto per quei consiglieri che ancora hanno un briciolo di dignità ma non serve scappare ed è ridicolo voler negare alla stampa il diritto di riprendere le sedute. Se si vergognano si mettessero una maschera ma non neghino ai cittadini il diritto di vedere in che mani è caduta la città”.

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