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Morì fulminato sulla rete ferroviaria, tre condanne in I grado

Caso Satta. Si è chiuso dopo sette anni il processo per omicidio colposo a carico di sei persone tra operai e tecnici. Assolti Leonardo Speroni, Domenico Scarcelli e Francesco Dragone

Caso Satta. Si è chiuso dopo sette anni il processo per omicidio colposo a carico di sei persone tra operai e tecnici. Assolti Leonardo Speroni, Domenico Scarcelli e Francesco Dragone

CIVITAVECCHIA – È terminato dopo sette anni il processo di primo grado a seguito della morte del giovane tolfetano Flaviano Satta, ucciso a settembre 2004 da una scarica da 3.500 volts nei pressi della stazione ferroviaria, mentre era intento ad eseguire dei lavori di ammodernamento della linea. Il ragazzo si trovava sul carrello intento a svolgere le sue mansioni di manutenzione sulla via aerea, quando, intorno all’1,30 una scarica elettrica lo ha colto in pieno uccidendolo sul colpo. Nel tardo pomeriggio è giunta la sentenza emessa dal giudice Federico Bona Galvagno. Assolto per non aver commesso il fatto il caposquadra della Fer Impianti, la ditta per la quale lavorava Satta, Leonardo Speroni. Assolti per insufficienza di prove Domenico Scarcelli e Francesco Dragone, rispettivamente capo cantiere e direttore tecnico della cooperativa Sette. Condannati con l’accusa di omicidio colposo a 1 anno e 8 mesi Amedeo Tirabassi, operaio di Rfi, 1 anno e sei mesi Alberto Montanari, amministratore unico di Fer Impianti e un anno Nunzio Raiola, coordinatore dei lavori per Italfer Spa. 

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