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Moscherini dice la sua e lascia il consiglio

Dopo aver spiegato per l’ennesima volta le ragioni che lo hanno spinto ad assegnare le casette di legno il Sindaco abbandona l’aula insieme alla maggioranza. Seduta sospesa per mancanza del numero legale: tra i banchi Fiorentini, Di Marco, Iacomelli e il presidente Cappellani insieme all’opposizione. Bagarre tra la gente accorsa per assistere, l’ordine del giorno della minoranza non passa. Marietta Tidei: «Manca il senso istituzionale»

Dopo aver spiegato per l’ennesima volta le ragioni che lo hanno spinto ad assegnare le casette di legno il Sindaco abbandona l’aula insieme alla maggioranza. Seduta sospesa per mancanza del numero legale: tra i banchi Fiorentini, Di Marco, Iacomelli e il presidente Cappellani insieme all’opposizione. Bagarre tra la gente accorsa per assistere, l’ordine del giorno della minoranza non passa. Marietta Tidei: «Manca il senso istituzionale»

CIVITAVECCHIA – È bastato un attimo affinché il consiglio comunale, iniziato un minuto prima per chiarire una volta per tutte l’ assegnazione delle casette di legno a San Liborio, si trasformasse in un’assemblea unilaterale dell’opposizione lasciata sola in aula. Eccezion fatta per i consiglieri di maggioranza Francesco Cappellani, Luigi Di Marco, Gianfranco Iacomelli, Sandro Scotti e Mario Fiorentini fermi ai propri posti «nonostante l’ordine ricevuto durante il conclave di ieri pomeriggio di abbandonare la seduta terminato l’excursus, durato per più di un’ora, del primo cittadino» nel corso del quale si è scatenata una vera e propria “guerra tra poveri”. Dopo circa un’ora la seduta è stata sciolta per mancanza del numero legale. Ora in cui il sindaco Gianni Moscherini ha ripercorso le tappe che lo hanno portato all’assegnazione degli alloggi senza la pubblicazione di un bando pubblico, tramite delibera di Giunta e ordinanza sindacale. Un excursus che ha provocato nel bene e nel male le reazioni degli spettatori presenti in aula, spaccati in due tra sostenitori e oppositori del primo cittadino. Tutti in emergenza abitativa. Intervento che ha segnato la fine del consiglio comunale con l’uscita dall’aula della maggioranza: «Questo consiglio comunale ha segnato una brutta pagina – ha commentato il capogruppo Pdl Dimitri Vitali – la richiesta di un consiglio comunale su un tema così delicato e su cui pende un’indagine da parte della magistratura costituisce un atto di irresponsabilità da parte di chi lo ha convocato, nonostante questo non ci siamo sottratti al confrontoCONSIGLIO. Il Sindaco ha avuto modo di chiarire quanto chiesto dall’opposizione. E visto quanto stava accadendo tra gli spettatori abbiamo voluto interrompere la seduta». Fatti gravi, quello di cui si è macchiato il consiglio comunale di oggi che il capogruppo Pdl addebita interamente «al centro sinistra che ha voluto strumentalizzare una situazione tanto delicata come quella riguardante il sociale».Parla di fatti gravi anche il presidente del consiglio Francesco Cappellani: «Il consiglio comunale che verteva su un argomento importante e delicato non è stato potuto essere svolto secondo i crismi della regolarità e della normalità. Chi si è preoccupato più dell’aspetto della clamorosità volendo fare un processo di piazza a un provvedimento di carattere amministrativo, ha di fatto trasformato il consiglio comunale in una bagarre sconclusionata dove hanno prevalso gli insulti ingiustificati e irresponsabili di un gruppo organizzato che aveva l’unico scopo non di avere chiarimenti ma di arrivare a determinare uno stato di confusione generale. Come Presidente – prosegue Cappellani – sono rammaricato che alcune forze politiche senza alcun rispetto nei riguardi del consiglio comunale, abbiano favorito lo svolgimento di una situazione di questo tipo e nella veste di Presidente mi adopererò affinché ciò non accada mai più individuando tutte le procedure amministrative e di legge che consentano al massimo consesso cittadino di lavorare secondo logica e correttezza. Di quanto accaduto rimetterò nota alla Prefettura». Ha parlato di un consiglio comunale sbagliato per diversi motivi l’assessore Gino Vinaccia: «Intanto perché ci troviamo in pendenza di un procedimento giudiziario e quindi chi lo ha ideato o dimostra di non avere fiducia nell’operato della magistratura o peggio ancora tenta di influenzarne il giudizio». Consiglio comunale sbagliato, secondo l’Assessore, anche nella forma «per chiedere chiarimenti in ordine a questioni politiche e/o amministrative ci si rivolge al Sindaco e/o all’Amministrazione comunale con lo strumento della mozione o dell’interrogazione, come previsto dalle norme vigenti». Sbagliato nella sostanza «perché dimostra che la richiesta di questo consiglio comunale nasce dalla volontà della sinistra di aizzare lo scontro sociale speculando sui bisogni della comunità con la conseguenza di generare una guerra tra poveri in coerenza con la vecchia logica del “tanto peggio tanto meglio”».
Non la pensa così il consigliere Pd Marietta Tidei che parla di un consiglio finito male «per la codardia e la fifa di Moscherini che si è preso gioco di tante madri con figli a CONSIGLIOcarico- prosegue Tidei – che avevano sperato nell’assegnazione di un alloggio e le cui domande non si sa che fine abbiano fatto. Un sindaco vero e non di carta avrebbe dovuto dare spiegazioni, invece si è preoccupato di fare un discorsetto da francescano» e denuncia l’ostentazione che il primo cittadino fa della povertà: «La povertà non è qualcosa che si fa salire sull’autobus, ma va tutelata. Tutti vanno tutelati. Questo Sindaco dimostra di non avere alcun senso istituzionale». Dalla sua anche Futuro e libertà, Prc, Udc e il segretario Pd, questi ultimi intenzionati a chiedere la convocazione di un nuovo consiglio comunale. Oggetto: l’assegnazione delle casette di legno.

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