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Nuova vita per il polo universitario

Si riparte da quattro nuove offerte per i giovani del territorio. La Fondazione Ca.Ri.Civ. impegnata a reperire una sede unica

Si riparte da quattro nuove offerte per i giovani del territorio. La Fondazione Ca.Ri.Civ. impegnata a reperire una sede unica

CIVITAVECCHIA – Il Polo Universitario rinasce e si ristruttura per garantire nuove opportunità ai giovani, specie quelli del territorio. E questo soprattutto grazie all’impegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia, del Comune e dell’Università della Tuscia che, ancora una volta, ha scommesso sul futuro del polo mettendosi a completa disposizione e presentando una offerta formativa allettante. “La riunione del Cda di venerdì scorso – ha infatti spiegato il sindaco Moscherini – segna un punto di svolta e di ripartenza per questa importante realtà”. Accantonata, almeno per il momento infatti l’idea di tenere in vita il polo attraverso un percorso telematico, si è deciso di proseguire l’avventura seguendo la “vecchia” strada, rinnovando e rimodulando però l’offerta. Il rettore della Tuscia Marco Mancini si è presentato con una proposta che, a dire il vero, ha fatto fare un passo indietro anche alla Sapienza, fino a qualche tempo fa vicina a lasciare Civitavecchia. Quattro i punti su cui si fonderà la nuova realtà universitaria locale, a partire dall’anno accademico 2012/2013: l’istituzione del corso di laurea in “Ingegneria dell’energia e dell’ambiente” che andrà a sostituire Ingegneria della sicurezza (e che potrebbe diventare interateneo, con la partecipazione di Sapienza e Tuscia), e di quello in “Economia del territorio e dell’ambiente” al posto di Economia aziendale. E poi la stabilizzazione di “Scienze ambientali”, punto di riferimento del polo in questi anni, che ospiterà sul territorio tutti e cinque gli anni, ed infine la possibilità di inserire nel consorzio “Scienze infermieristiche”, oggi curato dalla Sapienza e dalla Asl, con l’intento di trasformarlo negli anni in Medicina. “Adesso rimane il problema della sede – ha spiegato il presidente della Fondazione Ca.Ri.Civ. Vincenzo Cacciaglia – ci stiamo muovendo ed abbiamo già individuato una struttura: a giorni avremo un incontro che spero possa andare a buon fine. L’obiettivo è quello di avere una sede unica dove poter ospitare l’intero polo universitario e farlo diventare un punto di riferimento vero per il territorio, in grado di creare anche nuove offerte di lavoro per i nostri ragazzi”. Il presidente Cacciaglia ha auspicato anche un’apertura del consorzio ad altre realtà economiche e non politiche, per evitare la creazione di “carrozzoni” che non gioverebbero alla crescita dell’università. “Spero però – ha aggiunto il sindaco Moscherini – di poter estendere il discorso ai comuni di Allumiere, Tolfa, Tarquinia e Santa Marinella. Con l’impegno mostrato dalla Tuscia si può pensare davvero ad una realtà importante per l’alto Lazio”. E proprio la Tuscia ha garantito un importante contributo per risollevare le sorti del polo, confermando il proprio impegno a sostegno di questa realtà. “Fin dall’inizio abbiamo creduto nell’università del territorio – ha infatti sottolineato il professor Giuseppe Nascetti, pro rettore della Tuscia – siamo una università piccola rispetto alla Sapienza e forse è più semplice per noi dialogare con il territorio, sfruttando le sue potenzialità per creare un’importante offerta formativa per i nostri giovani, che possa passare dallo studio dell’ambiente, del mare e del turismo, ad esempio. Noi l’impegno lo abbiamo garantito: ora è il territorio che deve rispondere”. Soddisfatto anche l’assessore alla Scuola Gino Vinaccia che si è detto disponibile a sponsorizzare la realtà universitaria locale nelle scuole superiori del territorio attraverso appositi incontri da far partire già a settembre.

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