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Passa la mozione Rsa, l’urbanistica si arena

Piano casa rinviato a settembre, malumori in maggioranza. Scintille tra Guerrini e Cappellani sulla discussione riguardante i problemi del servizio idrico

Piano casa rinviato a settembre, malumori in maggioranza. Scintille tra Guerrini e Cappellani sulla discussione riguardante i problemi del servizio idrico

CIVITAVECCHIA – Fiamme in consiglio comunale. Ad accendere la miccia lo slittamento al ventiquattresimo punto dell’ordine del giorno della mozione inerente la richiesta di iniziative da parte del Sindaco e della Giunta sulle problematiche legate all’acqua, per cedere il posto, come richiesto dal consigliere Udc Mirko Mecozzi, alla mozione in merito alla vicenda che sta interessando i dipendenti della Rsa Calamatta. Postposizione non gradita dal consigliere Pd Mauro Guerrini che ha chiesto al presidente della massima assise cittadina Francesco Cappellani di trattare, successivamente al ‘‘caso Calamatta’’, i problemi legati al servizio idrico e che ha visto l’alzarsi di un cartellino rosso da parte del presidente Cappellani, almeno fino alla prossima conferenza dei capigruppo. Una decisione «inaccettabile e incredibile nei confronti di un tema straordinariamente importante, da ben due anni e mezzo, come lo è il tema dell’acqua» ha tuonato il consigliere Guerrini senza però riuscire ad ottenere alcun dietro front.
Frecciatine e punti di vista leggermente discordanti tra maggioranza e opposizione non sono mancati nemmeno durante il dibattito riguardante il ‘‘caso Calamatta’’, nonostante il voto unanime, dopo il quale la seduta è stata sciolta a causa della mancanza del numero legale, costringendo così il presidente Cappellani a rinviare la seduta a data da destinarsi, alla fine ha portato ambo gli schieramenti ad ammettere la necessità di un intervento da parte dell’amministrazione per la salvaguardia dei posti di lavoro dei dipendenti ad oggi operanti nella struttura.Ha parlato di maggiore attenzione alle pazienti ricoverate all’interno della struttura e al servizio ai malati che il capitolato del bando pubblicato dalla Asl Roma F non tutela, il consigliere Pdl Annita Cecchi. Parla di salute e precariato, temi cardine della prossima campagna elettorale anche il consigliere Pd Roberto Cosimi, annunciando di fatto la sua candidatura alle primarie del Partito democratico: «Se non c’è prevenzione non può esserci la salute. Se non c’è la salute non può esserci lavoro. Se non c’è lavoro non può esserci democrazia. E se non c’è democrazia non c’è libertà. Cosa ha fatto questa amministrazione per garantire la prevenzione. Senza questa non c’è nemmeno la salute. E il lavoro dov’è? Inutile parlare di democrazia. I consigli comunali – spiega – vengono convocati la mattina così da impedire ai cittadini di partecipare perché impegnati. Automaticamente – conclude – non si può parlare nemmeno di libertà. Siamo tutti carcerati delle nostre stupidità». A mantenere alti i toni del dibattito anche il consigliere comunale Fabrizio Reginella che, se da una parte ha sottolineato l’assenza dell’opposizione in altre situazioni che hanno visto coinvolti i dipendenti di Villa Benedetta, del Santa Cecilia e della Siligato, dall’altra parte è stato duro il colpo reso all’amministrazione: «Devo fare una critica interna all’amministrazione, non a livello politico, ma amministrativo e burocratico. Per quanto sta accadendo, il dilagare della disoccupazione e la poca attenzione riservata ai lavoratori, sono da colpevolizzare anche i servizi sociali, assenti. Come hanno operato? – si chiede Reginella – Se continuano a perpetrarsi problematiche di questo tipo significa che ci troviamo innanzi a persone incapaci o inadatte al ruolo ricoperto. È compito di questa amministrazione, dunque, mandarle via e sostituirle con persone che svolgono questo compito, non solo come professione, ma come una vera e propria missione». A temere che situazioni simili si espandano a macchia d’olio su tutti i settori, è anche il consigliere dei Verdi Alessandro Manuedda, portando ad esempio la vendita del 60% a privati delle quote di Hcs e i problemi inerenti l’occupazione che la vendita a privati potrebbe comportare: «Parliamo del bando della Rsa Calamatta criticando la dirigenza ospedaliera per non averlo sospeso, ma del bando per la vendita a privati del pacchetto di maggioranza delle azioni di Hcs, che il Sindaco in una nota aveva annunciato di voler sospendere, e che ad oggi non è stato sospeso non si parla più. Mi spiace che l’amministrazione – ha aggiunto Manuedda – in situazioni simili non abbia mostrato lo stesso impegno».Secca la risposta del primo cittadino: «Da parte dell’amministrazione c’è grande attenzione sul tema occupazionale, Hcs compresa. Per quanto riguarda strettamente la vicenda che interessa la Rsa Calamatta si è giunti alla presentazione di una mozione data l’insistenza della dirigenza generale della Asl Roma F a voler proseguire sulla strada intrapresa e da noi non condivisa. A giorni – ha concluso il Sindaco – invierò alla Asl copia della bozza d’accordo da noi stilata nella speranza che venga sottoscritta. E l’approvazione della mozione all’unanimità da parte del consiglio non può che dare forza alle nostre richieste». 
 

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