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Pomodorificio, ancora guerra tra Sindaco e Birindelli

TARQUINIA. Torna in primo piano la questione dell’ex conservificio dopo l’arresto dei cinque romeni sorpresi dai carabinieri a rubare rame Il primo cittadino accusa la Regione di aver abbandonato lo stabilimento Ma l’Assessore regionale replica: «L’impianto era già fatiscente durante la custodia di Mazzola per questo l’Arsial ha ripreso in carico il bene»

TARQUINIA. Torna in primo piano la questione dell’ex conservificio dopo l’arresto dei cinque romeni sorpresi dai carabinieri a rubare rame Il primo cittadino accusa la Regione di aver abbandonato lo stabilimento Ma l’Assessore regionale replica: «L’impianto era già fatiscente durante la custodia di Mazzola per questo l’Arsial ha ripreso in carico il bene»

TARQUINIA – Ancora polemiche a Tarquinia sulle condizioni fatiscenti dell’ex stabilimento per la trasformazione del pomodoro. Dopo l’arresto dei 5 romeni sorpresi a rubare oltre 500 chilogrammi di rame dall’interno dello stabilimento il sindaco mauro mazzola ha sparato a zero contro la Regione Lazio. «Situazione intollerabile – ha detto il primo cittadino etrusco – L’assessore regionale all’Agricoltura Angela Birindelli ha abbandonato a se stesso il pomodorificio, ritornato in possesso dell’Arsial». Mazzola ha anche inviato una lettera al governatore Renata Polverini per chiedere il suo intervento e un incontro urgente.
«Tali episodi si ripetono oramai con estrema frequenza da quando, nel 2010, è stata tolta all’amministrazione comunale, per ragioni a me sconosciute (certamente politiche), la custodia dell’impianto. – scrive il primo cittadino – Ho più volte incontrato nei mesi scorsi il presidente della Commissione Regionale dell’Agricoltura Francesco Battistoni sempre disponibile così come i sindacati provinciali di categoria, per avviare un percorso condiviso che portasse alla riapertura in tempi ragionevolmente brevi del sito. Al contrario dell’assessore Birindelli, che non ha mai risposto ai miei appelli e, oltre a dichiarazioni di facciata, non ha mai mostrato la seria volontà di risolvere il problema. Ciò ha portato alla dura realtà di una struttura completamente abbandonata a se stessa, a rischio d’inquinamento ambientale per la presenza di oli esausti, priva di controlli e oggetto di danneggiamenti da parte di vandali e ladri». A stretto giro di posta la replica della Birindelli assessore alle Politiche Agricole e Valorizzazione dei Prodotti Locali della Regione Lazio: «Il sindaco di Tarquinia dimentica che durante la sua custodia il locale pomodorificio è stato pressoché distrutto». «Il pomodorificio – aggiunge Birindelli – dismesso nel 2006, è stato successivamente affidato da Arsial in custodia al Comune di Tarquinia, affinché provvedesse ai primi interventi di messa in sicurezza dello stesso, affidamento peraltro di cui sto approfondendo i termini e i contenuti. Durante questa custodia, il Comune non ha effettuato alcuna visibile opera di manutenzione; anzi l’immobile è stato oggetto di furti e atti vandalici che hanno reso la struttura fatiscente e depauperata, nel suo interno, di tutta l’impiantistica. Solo per questi motivi, nel 2010, Arsial ha ripreso in carico il bene. Non ravviso, quindi, nessun intervento di natura politica, come vuol far credere il sindaco, ma solo di buona amministrazione e conservazione del bene stesso. Oggi – continua l’assessore – l’immobile è custodito grazie ad un contratto tra Arsial e un istituto di vigilanza. Queste polemiche strumentali, sollevate dal sindaco di Tarquinia, non distoglieranno l’Assessorato e l’Arsial da un percorso già avviato che porterà alla valorizzazione di tutti i beni dell’Agenzia, compreso il pomodorificio di Tarquinia, lontano da qualsiasi tipo di speculazione e nel solo interesse del mondo agricolo del Lazio».

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