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Sel: «Squarcione deve dimettersi»

Il partito interviene sulla vicenda riguardante la Rsa Calamatta. «Ha gestito la Asl per ventiquattro mesi senza mai rendicontare con chiarezza e trasparenza vera sul proprio operato alla Conferenza dei Sindaci». «Ricordiamo al manager che la residenza sanitaria assistenziale è un presidio dell’Azienda e che la direzione tecnica è affidata ad essa»

Il partito interviene sulla vicenda riguardante la Rsa Calamatta. «Ha gestito la Asl per ventiquattro mesi senza mai rendicontare con chiarezza e trasparenza vera sul proprio operato alla Conferenza dei Sindaci». «Ricordiamo al manager che la residenza sanitaria assistenziale è un presidio dell’Azienda e che la direzione tecnica è affidata ad essa»

CIVITAVECCHIA -Sinistra ecologia e libertà chiede la ‘‘testa’’ del direttore generale della Asl Roma F Salvatore Squarcione. Motivo di questa ‘‘voglia omicida’’, scrive Sel «perché ha gestito la Asl per 24 mesi senza mai rendicontare, con chiarezza e trasparenza vera, sul proprio operato alla Conferenza dei Sindaci, perché non ha mai risposto alle istanze delle forze politiche e sociali locali, perché non ha mai dato risposte alle numerose domande che gli sono state fatte da Sel dopo la ‘‘nebulosa’’ relazione sul bilancio della Asl presentata alla Conferenza dei Sindaci nell’agosto 2011». Ma fattore determinante, più degli altri, la spinosissima questione che solo oggi in tarda serata dovrebbe trovare finalmente, nel bene o nel male, una soluzione definitiva, riguardante la Rsa Calamatta e il destino dei 35 dipendenti della struttura. Una vicenda, quella della Rsa «che sta assumendo sempre di più il carattere di una farsa tragica che si gioca sulla pelle dei lavoratori. L’azienda – scrive Sel – propone contratti a tempo definito ai lavoratori che da 3 anni assicurano l’assistenza ai disabili ospiti del Calamatta e tutto ciò è giustificato dal Direttore generale della Asl che si tira fuori dicendo che la Asl è stazione appaltante, che la Asl è committente e non datore di lavoro e che quindi spetta alla ditta e ai sindacati risolvere il problema. Ricordiamo al dottor Squarcione, che il Calamatta è un presidio Asl e che la direzione tecnica è direttamente affidata ad essa e quindi la Asl deve rispondere della qualità assistenziale assicurata agli ospiti del Calamatta. Come può pensare – si chiede Sel – che gli operatori che da oltre 3 anni hanno stabilito un rapporto confidenziale con i pazienti possono interrompere la continuità terapeutica, di natura anche psicologica, e il rapporto di fiducia che si è stabilito con i pazienti?».
A porgere invece una domanda di diversa natura è il consigliere Pdl Annita Cecchi: «35 lavoratori della Rsa Calamatta sono stati licenziati e il Pd che dice? L’opposizione tutta dov’è? Non si tratta di una vicenda che richiederebbe la coesione di tutte le forze politiche? Il Pd da sempre ribelle verso le ingiustizie nei confronti dei lavoratori, non ha proprio nessuno che desidera gridare allo scandalo? Possibile che tra la folla che ha applaudito Rosy Bindi, tra l’altro ex ministro della Sanità, non c’è nessuno che grida contro la Asl?»

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