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Via Calisse, i residenti: «Proseguono gli spari»

Il 63enne denunciato ha chiesto di essere interrogato

Il 63enne denunciato ha chiesto di essere interrogato

CIVITAVECCHIA – «In questa zona si continuano ad udire colpi di arma da fuoco». Ne sono convinti i residenti di via Calisse e via Frangipane, che spiegano come, nonostante siano stati sequestrati 12 fucili a casa del 63enne M.S., la situazione non è cambiata. L’uomo, come si ricorderà, è stato denunciato dai carabinieri perché ritenuto responsabile di un’esplosione avvenuta il pomeriggio del 2 giugno scorso, quando un proiettile calibro 22 si sarebbe conficcato nel muro di una villetta, rischiando di colpire, a detta degli inquirenti, una bambina che era a pranzo con la famiglia. Da lì sono scattate le indagini dei militari dell’Arma che hanno sequestrato, a casa del 63enne, i 12 fucili.
«Nonostante questo sequestro – hanno spiegato alcuni residenti – qui continuiamo a vedere piccioni uccisi in strada e continuiamo a sentire frequenti spari».
Intanto proseguono le indagini, anche da parte della difesa dell’uomo. L’avvocato Annamaria Guerri, infatti, ha già inviato la richiesta di interrogatorio del proprio assistito di fronte al pm Edmondo De Gregorio che sta coordinando l’inchiesta. «Volevamo fare lo stub, il cosiddetto ‘‘guanto di paraffina’’ – ha aggiunto l’avvocato – ma ci è stato negato, e oggi sarebbe anche forse tardivo». Probabile quindi che venga richiesto anche un incidente probatorio, soprattutto per un esame balistico e stabilire con certezza la traiettoria seguita dal proiettile che si sarebbe poi andato a conficcare nel muro di cinta della villina di via Calisse.  

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