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«Ora dalla Rai vogliamo risposte chiare»

Il Polo per l’Alternativa interviene sullo Switch off che ha causato problemi di ricezione alle tv dei civitavecchiesi. «Mentre qualcuno in vista delle elezioni si insulta e si accapiglia, noi facciamo fatti» L’associazione politica fa sapere di avere avviato le opportune azioni a tutela dei cittadini dopo aver promosso la raccolta firme

Il Polo per l’Alternativa interviene sullo Switch off che ha causato problemi di ricezione alle tv dei civitavecchiesi. «Mentre qualcuno in vista delle elezioni si insulta e si accapiglia, noi facciamo fatti» L’associazione politica fa sapere di avere avviato le opportune azioni a tutela dei cittadini dopo aver promosso la raccolta firme

civitavecchia – Si ritorna sulla vicenda dello switch off della Rai che ha colpito Civitavecchia lo scorso novembre 2011. A riportare in primo piano la questione è il Polo per l’Alternativa, che nel 2011 appena passato, come movimento politico si è impegnato nella raccolta delle firme di consumatori che hanno lamentato il loro disagio. «Mentre molti, in vista delle elezioni amministrative, si accapigliano e si insultano, il Polo dell’Alternativa i fatti li fa sul serio e li porta a conoscenza dei civitavecchiesi. E senza spendere un centesimo della comunità. Dopo la raccolta di firme effettuata presso la sede di via Cialdi 15 – dichiarano dal movimento politico – il Polo ha avviato, come promesso, quelle azioni possibili e necessarie nei confronti della Rai che tanti problemi ha causato, e causa ancora, ai cittadini civitavecchiesi dopo lo switch off avvenuto in Toscana e la chiusura del ripetitore di Monte Paradiso». Non sono stati pochi infatti, i cittadini che hanno e riscontrano ancora problemi per la ricezione delle trasmissioni Rai, pur comunque pagando il canone. «Pertanto – aggiungono – sono state inviate, richieste di chiarimenti e di azioni conseguenti al Ministero dello Sviluppo Economico, all’Agenzia delle Comunicazioni e al Corecom regionale, uniche autorità competenti sul comportamento tenuto, ancora oggi, da parte del Servizio Pubblico televisivo nazionale, per i quali tutti gli italiani pagano un abbonamento (per altro aumentato con la Manovra finanziaria di fine anno), riguardo la mancanza o la difficoltà alla sintonizzazione del segnale Rai nonostante le spese effettuate per acquisto di nuove antenne o potenziatori di segnale».

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