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Icpl, Marietta Tidei a caccia del colpevole

Il consigliere comunale del Partito democratico critica aspramente il Pincio: aveva il dovere di vigilare. «La crisi dell’Interporto dimostra che Moscherini non era poi il grande manager per il quale si è a lungo spacciato» Immediata la replica del Sindaco: «Affermazioni in malafede, prioritaria la tutela dei lavoratori»

Il consigliere comunale del Partito democratico critica aspramente il Pincio: aveva il dovere di vigilare. «La crisi dell’Interporto dimostra che Moscherini non era poi il grande manager per il quale si è a lungo spacciato» Immediata la replica del Sindaco: «Affermazioni in malafede, prioritaria la tutela dei lavoratori»

CIVITAVECCHIA – «E finalmente il Comune esce dall’Interporto» tuona il consigliere Marietta Tidei. «Così ha annunciato il Sindaco. Solo che il Pincio se la dà a gambe levate quando i buoi sono usciti dalle stalle.

Di chi è la responsabilità di questo fallimento – si chiede Tidei – non certo del Sindaco, fino a ieri consigliere d’amministrazione.

Non certo del Comune, che aveva quantomeno il dovere di vigilare. Allora di chi è la colpa?

Di altri ovviamente.

Siamo dinanzi alla solita tecnica: confondere le acque in modo che l’opinione pubblica non capisca qual è la situazione».

E ancora: «La crisi dell’Interporto è la dimostrazione lampante che l’ex reuccio di Molo Vespucci non è neppure il grande manager per il quale si è a lungo spacciato».

Immediata la replica del primo cittadino: «Ciò che Tidei sa, ma si guarda bene dal dire, è che i problemi riguardanti ICPL partono da molto lontano e più precisamente dall’area di sosta richiesta a gran voce dalle realtà produttive locali, che ne pagarono anche la progettazione, e assegnata da Tidei a soggetti completamente diversi, opera che non è mai realmente entrata in funzione. Questa Amministrazione, al contrario è stata l’unica che ha cercato di porre rimedio agli abusi ed agli illeciti amministrativi commessi negli anni precedenti». Unica colpa dell’attuale amministrazione, conclude Moscherini «è stato l’aver seguito le indicazioni della Corte dei Conti adottando criteri di trasparenza e correttezza e operando col fine unico della tutela dell’interesse pubblico. Capisco poi che questo concetto sia un po’ difficile da afferrare per un abituè del danno erariale come l’Onorevole, ma gli basterà studiare un po’ gli atti prodotti dalla mia Giunta e dagli uffici, per capire come si amministra la cosa pubblica e rimediare così a questa sua preoccupante lacuna».

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