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Gli Statuti di Civitavecchia

di ROBERTA GALLETTA

Dopo le distruzioni della città di Centumcellae avvenute nel IX secolo d.C. per mano dei Saraceni, lo sfollamento tra le colline circostanti la città, la fondazione di Centocelle-Cencelle nell’854 e il rientro alla città vecchia con la conseguente nascita di Civitavecchia sui ruderi dell’antica Centumcellae verso l’anno Mille, le vicende e gli avvenimenti più importanti che avvengono a Civitavecchia nel corso del Basso Medioevo, dal XII al XV secolo, ruotano intorno alla Rocca, il castrum che protegge e controlla lo scalo portuale di origine romana.

Civitavecchia si trova dunque coinvolta dal 1000 al 1400 nelle vicende che vedono protagonisti Impero e Chiesa,  in una intricata rete di interessi spesso opposti dove la Rocca è il vero motivo per il quale si sanciscono allenze e si combattono battaglie.

Dopo essere stato possedimento dei prefetti di Vico fin dall’XI secolo, l’imponte castello fortificato di Civitavecchia viene espugnato nel 1431, anno in cui Eugenio IV diventa papa, e conquistato insieme alla città dall’esercito dello Stato Pontificio sotto la guida di Fortebraccio.

Con il pontificato di Eugenio IV iniziano le concessioni dei privilegi e delle opere alla comunità di Civitavecchia, quali amnistie ed esenzioni di imposte e opere di fortificazione e ricostruzioni. Tra queste molte sono rivolte alla Rocca, vero perno della vita di tutto il borgo portuale e per capire l’importanza che il castello di Civitavecchia esercitò sul piccolo abitato è utile ricordare quanto è riportato negli antichi statuti giunti a noi solo attraverso la traduzione dal latino in volgare del 1451 fatta da Bartolomeno di ser Giovanni da Toscanella. Di questi importanti documenti, nonostante sia andata perduta la versione in latino, se ne conserva presso l’Archivio Storico di Civitavecchia la traduzione in volgare di cui è stata data ampia diffusione grazie allo storico Vincenzo Annovazzi che li ha pubblicati per la prima volta nella sua Storia di Civitavecchia del 1848.

Dagli studi finora condotti sui documenti d’archivio gli statuti risalirebbero alla fine della signoria dei di Vico su Civitavecchia e della presa della Rocca da parte del Cardinale Vitelleschi, nel 1432.

In questi documenti, che dunque non sono così antichi ma potrebbero essere stati scritti sulla falsa riga di quelli della città gemella, Centocelle o risalire addirittura ai tempi della sconfitta dei Vico del 1432, poca è l’importanza data alla pesca e alle attività portuali e molta invece quella legata alle attività agricole. Questo perché le attività portuali dipendono direttamente dalla Rocca e dai suoi feudatari e non si ritiene opportuno coinvolgere in queste questioni la vita dell’abitato e dunque citare negli statuti le attività legate alla vita del porto, privilegiando invece i legami con le attività agricole. Ma questo potrebbe essere dovuto anche al fatto che gli statuti di Cencelle hanno in qualche modo influenzato quelli di Civitavecchia. (1. Continua)

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