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Cpc, ottimo il bilancio del 2011

CIVITAVECCHIA – Un bilancio in crescita, lavoratori che vengono stabilizzati, nessun ricorso alla cassa integrazione, un sistema consolidato di autogestione che ha portato a garantire credibilità e solidità al gruppo: è il quadro tracciato dal presidente Enrico Luciani in merito allo stato di salute della Compagnia Portuale. Un bilancio dell’anno appena trascorso che il presidente ha giudicato più che positivo, soprattutto alla luce della crisi generale che sta attanagliando tutti i porti. «Il nostro bilancio è cresciuto del 10% nel 2010 e del 3% nel 2011 – ha spiegato – in tre anni sono andati in pensione 50 lavoratori, tutti sostituiti con giovani. Dalle 130 unità impiegate nel 2006 siamo arrivati a 196: in cinque anni abbiamo stabilizzato in totale circa 100 lavoratori. Possiamo inoltre sottoscrivere contratti a tempo determinato per 30 unità, da utilizzare nei mesi di maggior picco di alvoro, ossia tra aprile e novembre. Questa società, inoltre, grazie anche a momenti di solidarietà, in sette anni non ha mai fatto ricorso alla cassa integrazione; ci apprestiamo anche a stabilizzare anche gli altri lavoratori interinali, pensiamo a parire dal 1° aprile, con i primi 36 nostri lavoratori con certificazione europea». La Cpc, che si appresta a festeggiare i suoi primi 115 anni, auspica che questo modello possa essere esportato anche fuori le mura portuali. «Sono necessari – ha aggiunto Luciani – buoni rapporti con Authority, imprese e politica cittadina. Civitavecchia non può permettersi di avere, alla sua guida, persone che non conoscono e non amano il porto».

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