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Cerveteri, sito Unesco, fuori dal Plus

CERVETERI. Sfumato il bando europeo che garantiva dai 5 ai 16 milioni di euro. La settimana scorsa la Regione Lazio ha infatti pubblicato la graduatoria dei progetti ammessi alla seconda fase e il comune etrusco risulta al penultimo posto con soli 44 punti

CERVETERI. Sfumato il bando europeo che garantiva dai 5 ai 16 milioni di euro. La settimana scorsa la Regione Lazio ha infatti pubblicato la graduatoria dei progetti ammessi alla seconda fase e il comune etrusco risulta al penultimo posto con soli 44 punti

CERVETERI – Cerveteri, sito Unesco, fuori dal Plus.  Vale a dire fuori dal bando regionale basato su fondi europei, riservato a città superiori a 25.000 abitanti. I finanziamenti sono particolarmente importanti, ancor più se considerati nel contesto del Patto di Stabilità e dell’attuale gravissima crisi economica: i progetti ammessi, infatti, avrebbero ricevuto minimo 5 milioni, fino ad un massimo di 16. “Minimo 5 milioni di euro. Una cifra da capogiro commentano dal movimento Coraggio Cerveteri – che avrebbe rappresentato qualcosa di più di una semplice boccata d’ossigeno per la città. Una qualunque amministrazione avrebbe quindi dovuto spendersi al massimo per poter accedere a quei fondi e riattivare le agonizzanti risorse del territorio. Avrebbe dovuto coinvolgere professionalità importanti ma, soprattutto, avrebbe dovuto seguire scrupolosamente il bando, per aspirare a punteggi importanti. E invece? Invece l’Amministrazione pentapartitica (PD, UDC, SEL, IDV, ex-PDL) ha preferito giocarsi altre carte. Il Sindaco e Assessore all’urbanistica ha coinvolto in quel bando diversi architetti e professionisti, li ha fatti lavorare per settimane, lasciando intendere che avrebbe sostenuto i loro progetti, tutti orientati alla riqualificazione della città partendo dalla sua risorsa più importante, il sito Unesco. Va detto che tale impostazione, oltreché una scelta di merito, rappresentava anche la migliore risposta in rapporto ai criteri posti dal bando. Era, quindi, anche una scelta più coerente e più pratica, proprio perché offriva maggiori opportunità di accedere a quei finanziamenti”. “All’ultimo secondo – attaccano dal movimento politico – invece, la Giunta approva un altro progetto, ben diverso dagli altri, scelto senza alcun confronto, senza alcuna trasparenza, in luoghi lontani da quelli istituzionali o della politica. Un progetto che, diversamente dagli altri, ignorava completamente la ricchezza archeologica della città per puntare invece su “interessi” diversi e su una marchetta elettorale. La marchetta era rappresentata da alcuni piccoli progetti su Cerenova, che non avrebbero risolto i problemi della frazione ma avrebbero gettato un po’ di fumo negli occhi a fronte della raccolta delle firme per il distacco. Il vero interesse invece era un altro: una strada tra la Via Aurelia e l’Autostrada, che unisse la zona artigianale, la cantina sociale, fino ai confini del centro commerciale. Il problema, ovviamente, non sono quei progetti di per sé, quanto piuttosto il metodo e gli atteggiamenti. Per far favore a qualcuno, si è prodotta l’ennesima forzatura, decisa in stanze chiuse e inaccessibili, lontane dai luoghi della politica e avulsa da dibattiti istituzionali. Senza alcuna trasparenza. Una forzatura che però non stava in piedi, poiché, come rilevato da molti degli addetti ai lavori e da professionisti del campo, non rispondeva ai criteri di valutazione indicati nel bando”. “E così è stato – attaccano da “Coraggio Cerveteri” – La settimana scorsa la Regione Lazio ha pubblicato la graduatoria dei progetti ammessi alla seconda fase, e il Comune di Cerveteri risulta escluso. Il progetto di Cerveteri ha preso infatti solo 44 punti, posizionandosi, insieme ad altri Comuni, al penultimo posto. A causa di quella forzatura, il Comune di Cerveteri ha perso un straordinaria opportunità: niente risorse per la valorizzazione del sito Unesco, ma neppure per Cerenova, né per la strada di collegamento fra progetti pur importanti. Ha perso, quindi, l’intera città, a causa del solito pressapochismo, delle solite indebite pressioni, delle odiose forzature, dell’assoluta arroganza di una classe politica inadeguata, vetusta, schiava degli interessi di parte, mai all’altezza delle importanti responsabilità e del grande lavoro che invece necessita il nostro territorio, per poter sperare di tornare a intravedere un futuro diverso”.
 

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