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«La maggioranza ha i numeri»

Tarquinia. Il capogruppo del Pdall'Università Agraria replica all'analisi effettuata dal Pdl. «Tanto accanimento sulla posizione del consigliere Tufarini è ingiustificato»

Tarquinia. Il capogruppo del Pdall'Università Agraria replica all'analisi effettuata dal Pdl. «Tanto accanimento sulla posizione del consigliere Tufarini è ingiustificato»

TARQUINIA – «Il PDL non dice la verità». Immediata la replica dei vertici dell’Università Agraria di Tarquinia all’analisi degli esponenti di centrodestra sulla crisi di maggioranza che ha attraversato l’ente di via Garibaldi.
«Allucinante. L’analisi fatta dal gruppo Pdl sull’ultimo consiglio dell’Agraria è folle: siamo alla negazione dei numeri – dice Alberto Blasi, capogruppo Pd  all’Università Agraria di Tarquinia – La fiducia è stata votata da 12 mani alzate, lo hanno visto tutti, giornalisti, spettatori, scrutatori. Solo il gruppo Pdl non se ne è accorto. Non servono calcolatrici per dire che il quorum richiesto dal presidente Alessandro Antonelli è stato raggiunto, serve solo onestà intellettuale».
«La verifica – prosegue Blasi – è stata richiesta dal Pdl. Ridicolo, ora che è stata fatta, sostenere che non serviva. La matematica non è un’opinione, falso sostenere che l’attuale amministrazione si regge sul voto decisivo di un solo consigliere».
Il riferimento è al consigliere Tufarini, che nel giro di poche settimane ha stracciato la tessera del Pdl al quale aveva appena aderito, per entrare nella maggioranza di centrosinistra, quella stesso centrosinistra che in campagna elettorale lo aveva denigrato. Secondo il centrodestra una coincidenza su cui riflettere. Voci ricorrenti in città, sottolineano che Tufarini potrebbe essere stato «sollecitato dall’impellente bisogno di lavorare».
Intanto Blasi, dall’Ente di Via Garibaldi, parla di «verifica di maggioranza fatta sul programma, sulle cose da fare, non sulle poltrone».
«La maggioranza è solida – dice il capogruppo del Pd -, la votazione non lascia dubbi. Di veramente sfaldato c’è solo il Pdl, cui non resta che il brodino della frustrazione dopo l’ennesima speranza e la solita sconfitta».
«Tanto accanimento  prosegue – sulla posizione del consigliere Tufarini è ingiustificato, sa di paranoia, di carenza di argomenti. La scelta di Tufarini vale quella di Guarisco e Serafini. Si manca di rispetto ad una persona che si sta dimostrando molto più intelligente dei suoi attuali detrattori che del resto non hanno certo disdegnato i suoi voti. Non prendiamo lezioni di morale da un partito che in campagna elettorale è stato protagonista dello scandalo dei finti candidati e delle firme fantasma».

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