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Truffa al Comune, Caci: "Carai come Ponzio Pilato"

MONTALTO DI CASTRO – Pronta replica di Sergio Caci e Obiettivo Comune alle dichiarazioni del sindaco Salvatore Carai in merito alla vicenda del processo per la truffa al Comune. “Vogliamo spiegare a coloro a cui il sindaco ha cercato di offuscare gli eventi come sono andate le cose. Obiettivo comune – dicono – ha dato seguito a quanto dichiarato su un atto della giunta comunale e del sindaco Carai pubblicato all’albo del Comune e, vista l’importanza per il paese, lo ha reso noto a tutti i cittadini”. “Il sindaco sarà stato presente si – incalza Obiettivo Comune- ma non in veste istituzionale ma da privato cittadino. Infatti pochi giorni prima del processo l’amministrazione ha fatto approvare un nuovo atto della giunta comunale, modificando la  delibera 213 del 16/09/2010 –  dove ha scelto (scelte serie e condivise) di non essere presente al processo in forma ufficiale, delegando altri, per impegni improrogabili del sindaco – delibera 13 del 16/01/2012. Di fatto Carai, in veste di Ponzio Pilato del nuovo millennio, se ne è voluto lavare le mani”. “In questa storia – dice Caci – il primo cittadino vuol far credere di essere l’eroe che ha scoperto la truffa e salvato il Comune. La truffa è stata però scoperta, guarda caso, nel periodo, durato alcuni mesi, in cui la Guardia di finanza  era costantemente in Comune:  aggiungiamo inoltre che la Corte dei Conti aveva più volte segnalato, dal 2005 ad oggi, delle anomalie nei bilanci”. “A volte – rimarcano da Obiettivo Comune – le denunce della Procura Contabile coincidevano con le dichiarazioni fatte dall’opposizione in consiglio comunale. E mentre Carai ed i suoi sghignazzavano, la Corte dei Conti dava ragione a quanto detto dalla minoranza”. “Come hanno fatto dunque i nostri amministratori a non accorgersi per anni di quanto accadeva, considerati tutti questi campanelli di allarme? – conclude Caci – Comunque sia, visto che tale truffa si protraeva dal 2005, Carai,  tutta l’amministrazione e chi oggi lo sta appoggiando hanno come minimo la responsabilità politica di quanto accaduto. Viva il comune virtuoso”.

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