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Limiti al Piano casa: sì al bipartisan

SANTA MARINELLA. Approda domani in consiglio la proposta di modifica della giunta Bacheca al progetto varato dalla Regione Anche la lista civica ‘‘Un’altra città è possibile’’ condivide la posizione della maggioranza che governa la città. Rocchi e Massera: «Necessario difendere il territorio da possibili speculazioni. Temiamo l’ennesimo strappo alla legalità»

SANTA MARINELLA. Approda domani in consiglio la proposta di modifica della giunta Bacheca al progetto varato dalla Regione Anche la lista civica ‘‘Un’altra città è possibile’’ condivide la posizione della maggioranza che governa la città. Rocchi e Massera: «Necessario difendere il territorio da possibili speculazioni. Temiamo l’ennesimo strappo alla legalità»

di GIAMPIERO BALDI

SANTA MARINELLA – Verrà presentata lunedì, nel corso del consiglio comunale, la proposta della maggioranza del sindaco Roberto Bacheca del progetto relativo al Piano Casa che la giunta regionale ha individuato e che potrebbe diventare un modello per la città di Santa Marinella. Per evitare polemiche, l’assessore all’Urbanistica Angelo Grimaldi ha deciso di far conoscere il documento solo nel corso della seduta pubblica, ma dalla lista civica ‘‘Un’altra città è possibile’’ giunge un netto no al progetto mentre condivide la posizione della maggioranza che governa la città che pone dei limiti al piano casa. «La posizione dei consiglieri della nostra lista – dicono Paola Rocchi e Stefano Massera – è contro il cosiddetto Piano Casa, così come è stato concepito dalla giunta Polverini. Il fatto che l’amministrazione Bacheca porti il provvedimento in consiglio comunale per escludere delle zone e porre dei limiti, ci sembra molto opportuno. Il nostro voto in consiglio dipenderà dal dibattito, ciò che ci sembra importante sottolineare è la necessità di difendere il territorio da speculazioni. Infatti, secondo noi, la vera finalità del provvedimento della giunta regionale non è quella di favorire l’edilizia abitativa, ma di trasformare le cubature residue delle lottizzazioni, per esempio quelle da commerciale a residenziale». «Temiamo – continuano i due consiglieri – che il provvedimento della giunta regionale si trasformi nell’ennesimo strappo alla legalità. I promotori parlano di 21 mila posti di lavoro? E noi diciamo che sono posti di lavoro figli di un provvedimento sbagliato che rischia di produrre  solo brutture edilizie e di rendere le case più pericolose anche a causa delle  semplificazioni sulle norme per il rischio sismico. Un Comune come il nostro, con le sue bellezze naturali e con il suo patrimonio architettonico di inizio ‘900, è parte lesa da un provvedimento del genere e farebbe bene a ostacolarlo e mitigarlo con tutti gli strumenti a propria disposizione. Qualcosa di positivo in questo senso abbiamo visto già in commissione urbanistica convocata in vista del consiglio – concludono i rappresentanti di ‘‘Un’Altra Città è Possibile’’ – ma aspettiamo la seduta di lunedì per valutare la delibera nel suo complesso».

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