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Stanleybet, riaperto il centro scommesse

Stanleybet, riaperto il centro scommesse

La Procura ha accolto le istanze dell'avvocato difensore del titolare dell'attività, non convalidando il sequestro chiesto dalla Guardia di Finanza

CIVITAVECCHIA – Ha riaperto il centro scommesse Stanleybet di via Paolo Antonini a Civitavecchia, chiuso dalla Guardia di Finanza il 22 gennaio scorso, a seguito di una serie di verifiche e di controlli all’interno della sala. Il sostituto procuratore Alessandro Gentile, infatti, non ha convalidato il sequestro, recependo appieno le argomentazioni dell’avvocato Daniela Agnello, difensore del titolare del centro; rilevando il consolidato orientamento giurisprudenziale esistente in materia sulla scorta delle Sentenze della Corte di Giustizia Europea e della Corte di Cassazione italiana, ha infatti ordinato l’immediata restituzione di tutti i beni al titolare dell’attività. La Procura ha testualmente evidenziato che “la trasmissione dei dati in via telematica per conto della società Stanleybet senza essere in possesso della prescritta autorizzazione amministrativa, non è riconducibile al reato di cui all’art.4 L. 401/89”. Nel provvedimento si legge che “le condizioni poste dallo Stato Italiano (rinuncia ad esercitare servizi transfrontalieri) di fatto costituisce ostacolo insuperabile per la predetta società la quale per essere autorizzata ad operare in Italia dovrebbe rinunciare all’attività di raccolta tramite la rete di affiliati esteri” e ancora che “tali condizioni violano la normativa europea”. “Si evidenzia – spiegano dalla società – che sia gli organi comunitari che nazionali hanno pacificamente rilevato che le modalità di distribuzione delle concessioni italiane in materia di giochi e scommesse sono avvenute in assoluto dispregio delle regole comunitarie con discriminazione per i centri dell’operatore inglese con sede a Liverpool. La Corte di Cassazione ha poi aggiunto che il caso Stanleybet si differenzia da tutti gli altri operatori comunitari in quanto solo la Stanleybet è stata discriminata dalle gare del 1999 e dalle successive gare Bersani mentre le altre società hanno avuto la possibilità di accedere al mercato concessorio italiano”. “Anche la Procura di Civitavecchia – ha sottolineato poi l’avvocato Agnello – ha riconosciuto la liceità e regolarità dell’attività dei centri Stanleybet annullando l’operato degli organi di polizia giudiziaria. La pronunzia si aggiunge alla quasi totalità dei provvedimenti emessi in tutti i tribunali italiani dove si statuisce la discriminazione subita da Stanleybet, l’ingiusta esclusione della società dalla partecipazione al sistema concessorio, la presenza di limitazioni non giustificati da motivi di ordine pubblico, la ritenuta violazione dei principi comunitari del Trattato istitutivo dell’Unione Europea con la conseguente disapplicazione della normativa interna e il venire meno del reato di cui all’art. 4 della legge 13.12.89 n.401”.

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