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Udc, Di Gennaro si dimette da segretario e lascia il partito

Udc, Di Gennaro si dimette da segretario e lascia il partito

Nello scudocrociato locale risulta ancora preminente l'ala più vicina al centrodestra

CIVITAVECCHIA – Prime defezioni all’interno dell’Udc, dopo la decisione dei vertici regionali e provinciali del partito di correre da soli a Civitavecchia alle prossime amministrative di maggio. Marco Di Gennaro, infatti, ha rassegnato ieri le proprie dimissioni da segretario, come comunicato da lui stesso in una nota: “Ho rassegnato le mie dimissioni da segretario della sezione dell’UDC di Civitavecchia. Pur rispettando la decisione presa dagli esponenti provinciali e regionali del partito, titolari del simbolo, di correre da soli alle prossime elezioni amministrative, ritengo le motivazioni a sostegno di questa scelta non convincenti e, per tale motivo, non la condivido. La nostra città si trova in una situazione particolarmente difficile ed ha bisogno, per risollevarsi, di uno sforzo comune senza pregiudizi di collocazione geografica. Per tale motivo, dopo la deludente esperienza politico – amministrativa della coalizione delle larghe intese, da noi più volte denunciata chiedendo inutilmente un’inversione di rotta, avrei ritenuto opportuno un confronto a largo raggio che includesse anche il centro- sinistra. La pregiudiziale negativa posta a questa ipotesi si fonda sulla motivazione che la linea nazionale del partito è quella di andare da soli. Se fosse stato o sarà sempre così, questa motivazione risulterebbe valida, ma così non è e così non sarà, per cui nel Lazio, come in tutta Italia, alleanze saranno fatte. E se Civitavecchia è importante, tanto più è importante farsi carico di una responsabilità di governo della città in questo particolare momento. Allearsi sulla base di una eventuale condivisione dei programmi è politicamente plausibile; porsi come alternativa è, nella sostanza e nella tempistica, velleitario ed impone, per coerenza comportamentale, di andare da soli fino in fondo. Sarebbe, infatti, ipocrita una scelta di campo al momento di un eventuale secondo turno di votazione. Non vivo di politica e questo mi permette di essere un uomo libero. Il mio orizzonte politico è la mia città; la mia ambizione è lavorare per migliorarla. Credo di averlo fatto e continuerò a farlo sempre ed ovunque”.
La parte finale del comunicato lascia chiaramente intendere come Di Gennaro, oltre alla segreteria, abbia deciso di lasciare anche il partito. Già da alcune settimane, del resto, negli ambienti della politica cittadina si dava questa scelta per imminente, addirittura prefigurando per il primario di cardiologia, nel caso in cui non fosse passata la linea dell’alleanza con il centrosinistra, la possibilità di una candidatura personale dello stesso Di Gennaro come indipendente nella lista del Pd. Quest’ultima parte è tutta da verificare, certo è che la decisione di lasciare l’Udc dal punto di vista politica significa come a livello locale nel partito, al di là delle tante voci circolate negli ultimi mesi anche per le posizioni assunte dai due consiglieri comunali, rimane preponderante l’ala più vicina al centrodestra, che non ha accettato alcuna ipotesi di alleanza con lo schieramento che vedrà nell’onorevole Pietro Tidei il proprio candidato a sindaco. La “terza via” decisa a Roma in effetti sembrava anche una soluzione di compromesso per tenere insieme il partito a livello locale, viste le diverse posizioni in campo. Il fatto che Di Gennaro non l’abbia accettata dimostra come il medico avesse già scelto da tempo, a prescindere da ogni linea e ragione di partito, in passato tanto spesso invocate dallo stesso Di Gennaro, a sostengo delle tesi proprie e, allora, del partito.
Per l’Udc intanto si prefigura un commissariamento con il partito che sarà affidato, per l’imminente campagna elettorale e la scelta del candidato sindaco, con la definizione della linea e del programma, ad una figura che sarà indicata dal vertice provinciale dello scudocrociato.

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