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L’Udc strizza l’occhio a Città Nuove

L’Udc strizza l’occhio a Città Nuove

Grandi manovre romane dopo il varo della nuova giunta di Civitavecchia. Sbardella: «Dobbiamo superare le proposte in campo, frutto di vecchie logiche ed equilibri». Moscherini: «Vado avanti, anche da solo»

Dopo il clamoroso rifiuto di Chiara Guidoni, che ha pugnalato il Sindaco con le 8 righe con cui ha rifiutato l’assessorato, Moscherini cerca di blindare ciò che resta delle larghe intese. Impresa non facile, tenendo conto del malumore e della sorpresa con cui anche gli alleati hanno accolto l’esito della vicenda rimpasto. E soprattutto della linea assunta da Città Nuove, per cui l’uscita dalla giunta potrebbe essere solo il primo passo, per un successivo disimpegno totale, per un’altra strada. Un percorso che si intravede anche dalle dichiarazioni rilasciate alle agenzie dal consigliere regionale dell’Udc Pietro Sbardella: «Mi sembra di capire che a Civitavecchia le acque si stiano agitando parecchio, e non solo per la scelta dell’Udc di proporre un cambio di passo e di schema. Al disagio dell’Udc per l’esperienza amministrativa che si va concludendo si aggiungono altri protagonisti delusi con i quali è doveroso aprire un confronto per verificare se è possibile costruire insieme una proposta nuova, credibile e comprensibile per i cittadini di Civitavecchia. Dobbiamo superare le proposte in campo. C’è bisogno di cambiare pagina senza lasciare a Civitavecchia l’alternativa tra proposte egualmente incomprensibili frutto di vecchi equilibri e vecchie logiche. Se dal confronto sul progetto, riusciamo ad identificare insieme anche un candidato adatto a portarlo avanti, penso che riusciremo a dare a Civitavecchia il sindaco giusto».
Un messaggio chiaro, per nuove ipotesi che potrebbero schiudersi al centro e che aprirebbero nuovi scenari, se non altro per far prendere una posizione chiara e definitiva al Pdl, anche alla luce degli ultimi fatti. Moscherini, da parte sua, ricorda che «il Pdl si è già espresso» e conferma di «andare avanti, anche a costo di rimanere da solo a sostenere il programma con cui abbiamo vinto cinque anni fa e con cui voglio portare a termine anche la fase 2».
In quest’ottica, si spiega la mossa di recuperare Leonardo Roscioni, già transitato in Città Nuove, e di non avere assegnato le deleghe a Turismo e Commercio, nel tentativo di fare altrettanto con Alessandro Maruccio, anche dopo il comunicato dei giorni scorsi siglato con Enrico Zappacosta. Per dirla tutta, con ogni probabilità è da ricondursi a questo braccio di ferro tutto interno all’amministrazione anche la decisione di nominare assessore Pierluigi Bianchini, eletto nella Lista Moscherini, ma tra i possibili nomi spendibili per la lista di Città Nuove. Se così fosse, e se il passo successivo del movimento facente riferimento alla governatrice fosse effettivamente quello di portare a termine lo strappo con il primo cittadino, il rapporto tra il Sindaco e la Presidente della Regione sarebbe difficilmente recuperabile, a meno di un passo indietro da parte di tutti i protagonisti o di un intervento di mediazione che appare oggi quanto mai complesso (anche solo nell’individuare chi potrebbe esserne l’artefice).
In questa situazione, sarà determinante la prossima mossa, da qualunque parte provenga. «Città Nuove – spiegava ancora ieri Moscherini – è un pezzo importante della coalizione delle larghe intese. Ma, come i Riformisti Italiani e come la Rete dei Cittadini, hanno deciso di non partecipare alla giunta non essendo stati presenti nel gruppo del 2007. Niente di più». Moscherini si dice pronto ad affrontare al meglio la campagna elettorale convinto di vincere «per dire basta – ha aggiunto – a Tidei e alle altre due famiglie, Barbaranelli e Carluccio: occorre dare spazio ai giovani. La prossima settimana, intanto, firmerò il contratto per le Terme e lo stesso giorno distribuirò un plico alla città sulla storia delle Terme targate Tidei».
Intanto il consigliere Marietta Tidei critica l’ennesimo rimpasto di giunta del primo cittadino. «Dopo i tanti rifiuti incassati – ha spiegato – clamoroso è stato quello di Chiara Guidoni che, dopo essere stata cacciata per ben due volte nell’arco di cinque anni, avrà avuto un legittimo scatto di orgoglio. Una situazione di confusione nella quale emerge il totale annebbiamento del Sindaco».

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