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Canone Rai anche per gli imprenditori

Canone Rai anche per gli imprenditori

“Potrà sembrare incredibile,ma la Rai chiede di pagare il canone (da un minimo di 200 euro ad un massimo di 6700) a tutti gli imprenditori,   professionisti, ambulatori (aziende di vario genere) quindi anche ai nostri locali che abbiano un computer un tablet o uno smartphone.
Stanno arrivando le prime richieste di pagamento, e in alcuni casi le prime ingiunzioni”. Dopo il tam tam mediatico dei giorni scorsi e della proposta di far pagare il canone Rai anche agli imprenditori e a quanti, in possesso di uno smartphone, iphone, ipad e altro ancora, che ha visto le denunce e i “no” da parte di diversi movimenti politici a livello nazionale, per Civitavecchia la denuncia arriva dal consigliere comunale Idv Vittorio Petrelli: “Ma per quale ragione una microazienda artigiana o commerciale dovrebbe pagare il canone ,pur non avendo la televisione? La Rai tranquillamente  spiega che esiste un regio decreto del 1938 che prevede il pagamento per apparecchi “adatti alla ricezione delle radioaudizioni”. Non solo,ma per le imprese  non si tratterebbe di pagare il canone normale, bensì quello speciale che arriva sino a 6.000 euro. Ed in questo recupero assurdo di denaro per una televisione che sempre meno è servizio pubblico – dichiara Petrelli -vengono equiparati, negozi artigiani, professionisti, persino ambulatori dei medici, una mazzata ad un settore che già soffre, invece di ridurre le spese della RAI ammorbano i contribuenti ed anche quelli che hanno tutt’altri problemi per sbarcare il lunario che vedere la RAI nelle ore che sono di lavoro. Ormai il computer è uno strumento di lavoro e se si può accedere attraverso lo stesso alla tv,evidentemente si tratta di un utilizzo accessorio,su cui secondo la logica perversa bisognerebbe pagare una tassa ,che costerebbe più del computer. Faremo del tutto -prosegue Petrelli – anche attivando il nostro partito affinchè venga garantita l’esclusione di qualsiasi obbligo di canone per apparecchi che sono veri strumenti di lavoro per le aziende, già vessate fiscalmente ed in una situazione di grave crisi economica. Per qualche giorno, ma il fatto rimane, per alcuni utenti a Civitavecchia non è stato possibile vedere la Rai se non spendendo soldi per un tecnico, ora bisognerebbe – conclude il consigliere comunale dell’Italia dei valori – che le istituzioni locali preposte facessero sentire la loro possente voce per mettere fine ad un ulteriore scandalo che renderebbe ancora più difficile la sopravvivenza di imprese in grave situazione di crisi”.

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