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Imu, l’Università Agraria scrive a ministri e parlamentari

TARQUINIA – La nuova Imu elemento destabilizzante per il bilancio dell’Università Agraria. Lo affermano dall’ente di via Garibaldi. “L’Imu è assai più insidioso ed oneroso rispetto all’Ici – dice il presidente Alessandro Antonelli – Le proiezioni economiche eseguite dagli uffici pongono serie questioni sulle modalità di redazione del bilancio ed inducono a vera preoccupazione, peraltro condivisa dalla totalità del mondo agricolo. Per questi motivi abbiamo scritto al ministero dell’Agricoltura, al ministero delle Finanze e ai parlamentari tutti del nostro territorio, chiedendo un emendamento ad hoc”. “Il tributo sulle proprietà collettive – prosegue Antonelli – e la corretta individuazioni delle zone svantaggiate sono i cardini della nostra richiesta supportata da autorevole parere legale. Assurdo che in tutta la Provincia di Viterbo solo Tarquinia e Montalto paghino l’Imu; sbagliato che un simile onere sia applicato sulle proprietà collettive”. “Il rischio è enorme – dice Antonelli – per un ente di gestione come il nostro. I tagli del Governo sommati all’Imu, rischiano di rendere praticamente impossibile ogni forma di miglioramento e tutela del patrimonio, immobilizzando oltre 6300 H.a. di territorio. Il tutto alla vigilia della riforma della Pac ed in un clima di generale incertezza. Sarà fondamentale operare tagli importanti e significativi ad ogni comparto dall’ente, ridimensionare per sopravvivere, in un clima di generale recessione, uno stop che inficia anni di sacrifici ed investimenti portati avanti dall’Università Agraria di Tarquinia”. “A rischio – dice ancora il presidente – il mantenimento delle biodiversità animali, la tutela e salvaguardia di boschi, la Civita sia come area archeologica, sia come area e presidio naturalistico, il ruolo sociale dell’Ente. Un colpo grave e non episodico, se questi saranno i termini dell’Imu, il ruolo dell’ente si relegherà a mero esattore del Tributo che si ricorda va in gran parte nelle casse dello Stato con buona pace del federalismo fiscale”. “Ad oggi – conclude Antonelli – riscontriamo un generale clima di silenzio sul tema, compreso quello dei sindacati di categoria, soprattutto a livello nazionale. Bisogna agire in fretta ed a livello governativo, la mannaia che si sta abbattendo sul mondo agricolo rischia di generare il crollo per intere aziende e paralizzare la gestione del patrimonio dell’Università Agraria”. 
 

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