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Battilocchio: l'inchiesta nasce dalle verifiche alla Privilege

Battilocchio: l'inchiesta nasce dalle verifiche alla Privilege

Le indagini della Polizia di Frontiera che hanno portato all'arresto dell'ispettore della Asl RmF partire dal sopralluogo al cantiere navale del settembre scorso

CIVITAVECCHIA – Ammonterebbe a circa 1000 euro la mazzetta che Franco Battilocchio, l’ispettore della Asl RmF arrestato dalla Polizia di Frontiera con l’accusa di concussione, stava per intascare ieri mattina, prima di essere sorpreso in flagranza di reato dagli agenti. L’uomo è stato arrestato in via Antonio Da Sangallo, nei pressi dell’istituto ‘‘Calamatta’’, e da lì trasferito poi al supercarcere di Borgata Aurelia dove si trova attualmente in attesa dell’udienza di convalida d’arresto che potrebbe tenersi nella giornata di giovedì. Emergono nuovi particolari nella vicenda che ha scosso l’azienda sanitaria locale, con la sede di via Terme di Traiano perquisita dagli inquirenti per acquisire documenti e computer utili alle indagini. Indagini che hanno preso le mosse dall’ispezione al cantiere navale della Privilege Yard, avvenuta a settembre. Sopralluogo che portò, ad ottobre, al sequestro del ponteggio i cui sigilli furono tolti poi a seguito delle attività di messa a norma portate avanti dalla società stessa, su disposizione della Procura della Repubblica. In quel caso gli inquirenti eseguirono i controlli proprio insieme all’ispettore della Asl che si era rivelato molto puntiglioso, forse anche troppo; peccato però che prima di allora non si fosse reso conto di altre irregolarità, anche più evidenti. Così gli uomini del vicequestore aggiunto Paolo Malorni e del sostituto commissario Archimede Pucci hanno capito che qualcosa non andava. Hanno iniziato a sondare il terreno tra i lavoratori del cantiere e i dirigenti della Privilege, finché hanno trovato riscontro, non senza difficoltà, in uno dei soci dell’azienda, l’ingegnere che avrebbe poi confermato come più volte l’ispettore gli avrebbe fatto intendere di poter sorvolare su alcune irregolarità in cambio di denaro. E così ieri è scattato il blitz. Gli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Edmondo de Gregorio, vogliono capire se Battilocchio si sia rivolto con le medesime modalità anche ad altri imprenditori, in cambio di soldi o denaro. Risposte che potrebbero arrivare anche dai documenti e dai computer sequestrati.

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