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Smeraglia: "Chi mi ha proposto a Battilocchio lo ha fatto senza il mio consenso"

CIVITAVECCHIA – Alla fine, nemmeno a dirlo, a sbagliare le mosse sarebbe stato Vincenzo De Francesco. Proprio lui, senza consultarsi con nessuno, nemmeno con il diretto interessato, avrebbe proposto ai Riformisti italiani di Battilocchio il nome di Alessio Smeraglia in vista delle amministrative, incassando un secco no. Questa la ricostruzione del consigliere comunale che corre ai ripari per cercare di ridurre i danni di una figuraccia non indifferente. «Ringrazio l’interessamento (di cui non sono tuttavia a conoscenza) da parte di qualcuno che ha cercato di inserirmi in qualche lista – dichiara Smeraglia – ma sinceramente non ne ho bisogno. Tre giorni fa – prosegue – qualora ce ne fosse bisogno, ho riconfermato la mia adesione al Pdl. Quella è da sempre la mia casa e ritengo che la fedeltà alla bandiera e allo schieramento sia una priorità». Smeraglia si dice sereno, convinto che al termine delle elezioni «si conteranno i voti, gli stessi che nel 2007 mi hanno consentito di essere tra i primi cinque eletti di Forza Italia». Parole chiare, dalle quali è difficile intuire un aumento di consensi e c’è da sperare che la sua politica di questi anni non abbia arrecato invece perdite consistenti. Conteggi a parte, Alessio Smeraglia in una nota dall’oggetto ‘‘smentita’’, pur confermando l’adesione al Pdl non smentisce proprio nulla. A cominciare dalle indiscrezioni che lo vorrebbero tra i rivoltosi organizzatori di una maldestra manovra di sfiducia al Sindaco risalente a pochi giorni fa, culminata con un perdono con riserva concesso da Moscherini, dopo le ripetute capatine al Pincio nel tentativo di incontrare il primo cittadino grazie alla mediazione del capogruppo del Pdl Dimitri Vitali. E chi poteva metterci una pietra sopra, per la serie ‘‘scurdammoce ‘o passato’’ in nome di un carrozzone ancora tutto da costituire? Proprio Viali, che ora cade dalle nuvole e difende Smeraglia, parlando di «illazioni prive di qualsiasi fondamento finalizzate soltanto a gettare ombre ingiustificate sul suo comportamento». Un’apprezzabile attestato di stima nei confronti di Smeraglia, seppure le illazioni di cui parla Vitali altro non sono che i giochi fatti e rifatti che tanto tormento hanno dato e continuano a dare alle larghe intese. Quanto alle ombre, sono come i dubbi: non si riesce ad esserne mai completamente e definitivamente privi, soprattutto quando si parla di una politica che gli elettori difficilmente percepiscono come azione «in grado di dare risposte a chi ne ha veramente bisogno».
 

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