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Battilocchio non risponde al giudice

Battilocchio non risponde al giudice

CIVITAVECCHIA – Si è avvalso della facoltà di non rispondere Franco Battilocchio. Questa mattina, infatti, all’interno del supercarcere di Borgata Aurelia si è svolta l’udienza di convalida d’arresto per l’ispettore della Asl RmF arrestato lunedì mattina dagli agenti della Polizia di Frontiera. L’accusa, per lui, è di concussione. L’uomo è infatti stato sorpreso a via Antonio Da Sangallo mentre stava per intascare una mazzetta di circa mille euro da un rappresentante della Privilege Yard, il cantiere navale ospitato nella zona nord del porto. Assistito dal proprio legale Monica Paglialunga e di fronte al procuratore capo Gianfranco Amendola, che coordina le indagini insieme al sostituto procuratore Edmondo de Gregorio, l’ispettore della Asl incaricato della sicurezza nei cantieri ha preferito non rispondere alle domande del giudice per le udienze preliminari Giovanni Giorgianni. Al termine dell’udienza il pubblico ministero ha chiesto la convalida dell’arresto e la misura cautelare in carcere, mentre l’avvocato Paglialunga ha richiesto la remissione in libertà o, in subordine, una misura cautelare più lieve, come gli arresti domiciliari. Il giudice Giorgianni si è riservato sulla decisione. La riserva potrebbe essere sciolta nella mattinata di domani. Una volta convalidato l’arresto e confermato il reato di concussione, con l’aggravante dell’arresto in flagranza di reato, potrebbe prospettarsi per Battilocchio anche il licenziamento, come fatto intendere dalla Asl stessa. Intanto proseguono le indagini degli inquirenti. Oltre a Battilocchio, finito in manette, e ad una delle sue assistenti, finita nel registro degli indagati, la magistratura vuole capire se vi siano o meno altre persone coinvolte in questa vicenda. Vogliono chiarire se siano state chieste ed intascate altre tangenti nel corso degli anni, o degli ultimi mesi. Capire se vi siano o meno altri imprenditori coinvolti, se oltre all’episodio legato al cantiere Privilege ve ne siano altri. Vanno avanti quindi gli interrogatori da parte della Polizia di Frontiera con gli agenti impegnati a consultare e vagliare la copiosa documentazione ed i computer sequestrati l’altra mattina negli uffici di via Terme di Traiano. 

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