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«Impossibile che il Comune non sapesse del contenzioso»

SANTA MARINELLA. Sulla vicenda Porto Romano-Comune interviene anche Aldo Carletti «Per certi accordi servono consulenze. Se ciò non fosse successo ci sarebbe soltanto la strada delle dimissioni dell’assessore»

SANTA MARINELLA. Sulla vicenda Porto Romano-Comune interviene anche Aldo Carletti «Per certi accordi servono consulenze. Se ciò non fosse successo ci sarebbe soltanto la strada delle dimissioni dell’assessore»

di GIAMPIERO BALDI

SANTA MARINELLA – «Attraverso la stampa locale, è venuto alla luce un altro capitolo della vicenda Porto Romano contro il Comune di S. Marinella». A parlare è Aldo Carletti che interviene sulla questione relativa alla riconsegna dell’ente locale dei soldi versati dalla  società che ha in gestione il porticciolo turistico negli anni 1998-2005. «Dalle notizie lette sui quotidiani locali – continua Carletti – si viene a sapere che la Porto Romano ha versato per diversi anni un contributo di circa 15 mila euro al Comune, finalizzato a sponsorizzare manifestazioni turistiche con lo scopo di far conoscere il porto e nello stesso tempo rivitalizzare le serate della città. Questa situazione, in seguito alla richiesta del Comune, fu sanata nel 2005 dall’allora amministrazione Tidei. Nel 2007, la Porto Romano si accorge che il rendiconto sull’utilizzo di tale contributo non era stato effettuato e trovando un escamotage fa ricorso al Tribunale civile che condanna il Comune alla restituzione di quanto sanato a suo tempo e cioè circa 150 mila euro, poiché la rendicontazione non è avvenuta. Il risultato è che tanti soldi dei cittadini saranno buttati per errori amministrativi, o per ricorsi in appello, sempre a spese dei contribuenti». «In seguito – continua Carletti –  nonostante questo contenzioso in atto, pesante sia dal punto di vista amministrativo che politico, l’attuale Giunta sottoscrive un ulteriore accordo con la Porto Romano, accordo contestatissimo e peggiorativo del primo, senza pensare a qualche clausola di salvaguardia per il pregresso. A giustificazione di questo evidente regalo fatto alla Porto Romano, l’attuale maggioranza, attraverso l’assessore Venanzo Bianchi, fa sapere ai cittadini che all’epoca non era a conoscenza del ricorso in atto. Accordi di quella portata hanno avuto bisogno sicuramente della consulenza o del coinvolgimento dei vari livelli amministrativi della macchina comunale, le notifiche degli atti nei confronti del Comune vengono protocollati e smistati ai vari uffici di competenza e, credo, anche ai vari assessori di riferimento. Se ciò non fosse successo, ci sarebbe soltanto la strada delle dimissioni dell’assessore di riferimento». «Inoltre – dice – coinvolgere la minoranza per mancata informazione in questa vicenda è un atto semplicemente puerile, per certi aspetti anche spocchioso ed incosciente, visto l’evidenza dei fatti. E, siccome la Porto Romano sembra baciata dalla fortuna o si è resa conto di avere tanti santi in paradiso, forza la mano con un secondo ricorso al Tar per chiedere l’annullamento dell’ultimo accordo». Si vocifera – conclude Carletti – che anche su questo contenzioso il Tar abbia parzialmente dato ragione alla Porto Romano, imponendo al Comune di rendere operativo l’accordo entro novanta giorni dopo però una conferenza dei servizi, pena la decadenza dello stesso. A questo punto è legittimo avere dubbi,  non sarà che la Porto Romano i santi non ce li ha solo in paradiso?»

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