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Hcs, spunta una fattura Apple

Hcs, spunta una fattura Apple

Proseguono le indagini. Attenzione della Gdf su un documento che potrebbe essere stato falsificato

CIVITAVECCHIA – Proseguono le indagini della Procura della Repubblica sulla vicenda Hcs. Spunta infatti anche una fattura dell’Apple, sulla quale stanno indagando i militari della Guardia di Finanza. Le fiamme gialle, infatti, hanno focalizzato l’attenzione sulla fattura, probabilmente riferita ad un Ipad, per circa 900 euro, addebitata ad Etm, guidata in quel momento dall’amministratore unico Alessio Romagnuolo. Vogliono capire se e chi abbia falsificato il documento. Sembrerebbe infatti che la fattura sia stata scansionata al computer e modificata: stesso importo ma descrizione diversa del dispositivo tecnologico rispetto a quello riportato nel documento originale, acquisito direttamente dalla Apple. E sembra che all’interno della cassaforte di Etm ci sia ancora proprio un Ipad, che non risulta essere tra registrato dalla società in quanto la fattura Apple presente nella contabilità di Etm, nella descrizione non è relativa a questo Ipad. Dispositivo che è stato ritrovato negli uffici dopo l’insediamento del nuovo amministratore Guido Lupi il quale, non avendo modo di risalire né all’acquisto né alla proprietà, ha dato disposizione di custodirlo nella cassaforte dell’azienda. Intanto proseguono le verifiche anche sulla questione relativa ai rapporti tra l’Etm e la Multiservice di Barbara Fiorucci, compagna del consigliere del Pdl Alessio Smeraglia. “Al momento della perquisizione – ha spiegato il legale della donna, l’avvocato Daniele Barbieri – abbiamo saputo della sua iscrizione nel registro degli indagati. Per ora, comunque, non è stato trovato nulla nella documentazione sequestrata riconducibile a questa fornitura. Attendiamo di vedere gli atti per poi decidere cosa fare”. Stessa cosa sottolineata anche dal difensore dell’ex amministratore unico di Etm, l’avvocato Ernesto Tedesco. “Sappiamo che Romagnuolo è indagato, niente di più – ha sottolineato – non siamo a conoscenza neanche del reato contestato perché ancora non ci è stato notificato alcun avviso di garanzia. In questi giorni cercherò di avere un incontro con il sostituto procuratore Margherita Pinto per chiarire la vicenda”. 

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