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Muro della discordia: caso Mereu senza fine

SANTA MARINELLA. Il proprietario del terreno, attraverso i suoi avvocati, si dice pronto ad avviare i lavori Restano gli intoppi burocratici da parte del Comune. La vicenda va avanti da anni ed è finita anche sul tavolo del Presidente della Repubblica. Chiesta la verifica dei lavori effettuati nel ‘94

SANTA MARINELLA. Il proprietario del terreno, attraverso i suoi avvocati, si dice pronto ad avviare i lavori Restano gli intoppi burocratici da parte del Comune. La vicenda va avanti da anni ed è finita anche sul tavolo del Presidente della Repubblica. Chiesta la verifica dei lavori effettuati nel ‘94

di GIAMPIERO BALDI

SANTA MARINELLA – Continua il contenzioso tra il Comune e il privato cittadino proprietario del terreno dove è collocato il muro di cemento a rischio caduta. Una vicenda che va avanti dal ‘94 e che il nostro giornale ha posto all’attenzione dell’opinione pubblica perché il muro confina con una strada, via Delle Mimose, considerata l’arteria principale del quartiere denominato Consorzio Manuelli. Dopo i lavori di realizzazione della condotta fognante iniziati nel 1994 e la costruzione di un muro in cemento che hanno creato un lungo contenzioso tra l’amministrazione comunale e il signor Mereu in quanto una parte del muro era crollata, la questione è arrivata fin sul tavolo del Presidente della Repubblica che, in un decreto, stabiliva che se il muro pericolante insisteva su un terreno privato era compito dello stesso proprietario del lotto a provvedere alla sua messa in sicurezza.
«La vicenda poi continua nel 2009 quando, una ordinanza del Sindaco, intima al nostro assistito di provvedere alla rimozione dello stato di pericolo per il crollo parziale del muro – dicono gli avvocati Francesco Lilli e Michele Scazzuota legali della famiglia Mereu che ieri hanno tenuto una conferenza stampa – Noi di contro facciamo un ricorso straordinario al Capo dello Stato che stabilisce che dobbiamo essere noi a provvedere alla messa in sicurezza. Ricordiamo che il muro, all’epoca, era stato finanziato, progettato e costruito con soldi comunali da una ditta individuata dal Tribunale. Comunque il nostro assistito, dopo il parere della presidenza della repubblica presenta un progetto che protocolla in Comune in cui stabilisce il tipo di lavori da effettuare. Il Comune però con concede l’autorizzazione ai lavori perché la zona è sotto il controllo del Pai e che quindi era necessario il nulla osta dell’Autorità di Bacino. Ci siamo rivolti a questo ente che ci ha comunicato che per avere il nulla osta è necessario fare una indagine geologica su tutto il territorio confinante con il muro che avrebbe richiesto due anni per ultimarla e un costo di 30 mila euro». «Da parte nostra – proseguono – abbiamo inviato una corposa relazione al Comando della polizia locale di Santa Marinella facendo presente la situazione. C’è inoltre da far presente che nel 2011 il Comune aveva indetto una gara di appalto per mettere in sicurezza il muro invitando alcune ditte, ma la gara è andata deserta in quanto gli 80 mila euro impegnati non coprivano gli alti costi dei lavori da realizzare così come aveva fatto nel 2009 quando il Comune aveva conferito l’incarico ad un ingegnere di svolgere delle indagini geologiche e geomorfologiche, di progettare il ripristino del libero deflusso delle acque oltre alle opere di contenimento della scarpata e del muro crollato che non ha più portato avanti perché contemporaneamente era stato emesso il decreto presidenziale. Comunque noi siamo disposti a provvedere alla messa in sicurezza del fosso ma siamo stati bloccati dal Comune che pretende la Dia. Ovviamente se ci daranno le autorizzazioni iniziamo i lavori anche domani. Abbiamo anche presentato una richiesta di verifica della situazione attuale del fosso e delle zone circostanti per stabilire se i lavori effettuati dalla ditta nel ’94 erano a norma».

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