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«Multiservizi, una perdita di quasi 200mila euro»

SANTA MARINELLA. Il segretario comunale Pietro Lucidi conferma l’alto rischio di chiusura  della società «Il decreto Cresci-Italia non si riferisce alla SMS. La questione è un’altra: se la normativa non cambia è certa la chiusura della società con conseguente perdita dei posti di lavoro. La ricetta è esternalizzare alcune attività»

SANTA MARINELLA. Il segretario comunale Pietro Lucidi conferma l’alto rischio di chiusura  della società «Il decreto Cresci-Italia non si riferisce alla SMS. La questione è un’altra: se la normativa non cambia è certa la chiusura della società con conseguente perdita dei posti di lavoro. La ricetta è esternalizzare alcune attività»

S. MARINELLA – Il segretario comunale Pietro Lucidi interviene in merito alle affermazioni rilasciate dal vicesindaco Eugenio Fratturato sulla Mutiservizi e corregge in alcuni punti il politico, affermando che se le cose andranno così la Santa Marinella Servizi rischia di chiudere i battenti. «In questi giorni sono usciti sui quotidiani locali una serie di articoli relativi alla Santa Marinella Servizi che hanno richiamato l’attenzione dei cittadini e dei lavoratori della Società – scrive il Segretario in una nota stampa – leggendone i titoli ci si compiace dell’attenzione verso un problema reale che, se non risolto, può riguardare una quarantina di lavoratori. Scorrendone il testo, però, si rimane strabiliati dal pressappochismo delle tesi giuridiche espresse. In tali esternalizzazioni si richiama il cosiddetto decreto ‘‘Cresci – Italia’’ che avrebbe confermato alcuni vincoli imposti dalla vecchia normativa e ne avrebbe aggiunti di altri in merito al patto di stabilità e alla soglia di 900 mila euro ridotta a 200 mila». «Non è così – afferma Pietro Lucidi – il decreto richiamato si riferisce ai servizi pubblici locali aventi rilevanza economica e non certo alla Santa Marinella Servizi che esercita, come espressamente previsto dalla Statuto e in forza dell’art. 13 della legge 248/2006, fornitura di servizi al Comune e supporto in attività amministrative che nulla hanno a che fare con i servizi pubblici locali. Tale attività, è stata riconosciuta dall’autorità di vigilanza sul mercato, con tanto di attestazione scritta, come non rientrante nel novero dei servizi pubblici locali». «La questione – prosegue – purtroppo è un’altra e cioè che la Santa Marinella Servizi ha riscontrato negli anni 2009 e 2010 una perdita complessiva di poco meno di 200 mila euro e tale perdita comporterà, se la normativa non cambia, la chiusura della società, con la conseguente perdita di tanti posti di lavoro». «Forse sarebbe il caso di interrogarsi sul perché, in quegli anni, si è potuta produrre una tale perdita – sottolinea il segretario comunale – non certo per colpa di improbabili traghettatori esperti di settore. La SMs è ritornata in utile nel 2011 ma la cosa, a legge vigente, non è sufficiente perché il macigno è rappresentato dalle perdite del 2009 e del 2010 e non certo come sostenuto dalla svalutazione del capitale sociale che, basterebbe leggere la normativa, non c’azzecca niente. E allora, che fare? – si domanda Lucidi – mi permetto di ribadire quanto sto sostenendo da oltre 2 anni e cioè verificare la possibilità di esternalizzare alcune attività imponendo, come previsto dal contratto di lavoro dei servizi, l’utilizzazione del personale attualmente occupato e utilizzare il ricorso al lavoro interinale previa procedura comparativa per l’individuazione dell’agenzia. Tale soluzione – conclude il segretario – comporterebbe il risparmio del 15% per spese generali, oltre Iva, quantificabile in circa 250 mila euro annui». 

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