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"Servizi pubblici, unica salvezza è la holding"

"Servizi pubblici, unica salvezza è la holding"

Incontro al Pincio. Il Sindaco ha ribadito la necessità della vendita del 60% delle quote. Contrari i sindacati

CIVITAVECCHIA – Si è svolta in Comune la riunione indetta dal Sindaco Gianni Moscherini per discutere insieme alle sigle sindacali della situazione economica generale di Hcs e delle società partecipate. Il Sindaco, insieme ai revisori dei conti della holding e l’assessore al bilancio Gianpiero De Angelis, hanno reso noti i dati relativi ai contributi previdenziali dei dipendenti Hcs, dell’ex Etruria e dell’ex Etm, alla presenza di Cgil, Cisl, Uil ed Usb presenti all’incontro. Dal quadro emerso risultano contributi regolarmente versati per la parte trattenuta ai dipendenti di Hcs. Per le società partecipate, il non versato ammonterebbe ad 1 milione e 533 mila euro, di cui la gran parte sarebbe già predisposta all’interno di un’apposita procedura di rateizzazione nel pagamento. In questa cifra, non sono da comprendere i 533 mila euro di non versato a carico di Città Pulita che sono anch’essi in gran parte avviati all’interno delle relative procedure di rateizzazione. Risultano totalmente versati invece i contributi per le Sot delle Farmacie e settore idrico. Il monte debiti delle società partecipate, tuttavia, sarebbe di 19 milioni e 200 mila euro, a fronte però di un monte crediti non riscossi per 17 milioni 700 mila euro, cifra che al suo interno ricomprende molte tariffe tra cui la Tia che per gran parte risulta ancora non pagata. “Come si può facilmente dedurre – afferma Moscherini – il quadro generale delle partecipate è totalmente diverso da quello che era stato rappresentato dalle forze politiche di minoranza. Ricordo come non appena insediatomi, i revisori dei conti mi avevano prospettato un quadro, soprattutto per l’ex Etm, che aveva soltanto una soluzione: la consegna dei libri in tribunale, con conseguente licenziamento di lavoratori e perdita di posti di lavoro. Non ho fatto niente di tutto ciò, garantendo il salario a tutti i lavoratori e al tempo stesso avendo di mira la ristrutturazione di queste società ereditate in condizioni disastrose. La holding – prosegue Moscherini – è l’unico strumento in grado di razionalizzare le spese e risanare l’esistente, migliorando la qualità del servizio alla cittadinanza ed eliminando gli sprechi. Ricordo, inoltre, che siamo riusciti a creare occupazione stabile anche in queste società, come ad esempio i 26 lavoratori Aec stabilizzati e i circa 80 lavoratori di Città Pulita che da precari hanno adesso un posto di lavoro fisso, con una situazione economica del comune, tra l’altro, che al nostro arrivo vedeva 90 milioni di euro di debiti che noi abbiamo ridotto a 60. Soltanto con la holding – conclude Moscherini – e con la conseguente messa sul mercato del 60% delle quote, così come deciso dal consiglio comunale, si può ottenere il miglioramento del servizio ed al tempo stesso il mantenimento di tutti i livelli occupazionali”. I sindacati, per bocca del segretario della Cgil Cesare Caiazza e di Diego Nunzi, hanno ribadito la contrarietà alla vendita del 60% delle quote, prospettando in tal caso la perdita di posti di lavoro e criticando anche la mancanza di controlli all’interno delle società, fatto che avrebbe causato “l’assegnazione di superminimi esorbitanti e ottavi livelli che devono essere verificati. Noi chiediamo chiarezza e trasparenza su questi aspetti che riguardano tanti dipendenti di Città Pulita”. Il Comune, attraverso l’intervento in riunione della dirigenza alle partecipate, ha spiegato come il sistema di vigilanza delle holding prevede il meccanismo del controllo analogo, la cui composizione è paritetica tra maggioranza e opposizione.

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