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"Gli studi di Leonardo a Civitavecchia"

di ROBERTA GALLETTA

civitavecchia – Diventata la città del porto dell’allume romano, nel 1472 sono avviati a Civitavecchia i primi interventi di restauro della Rocca e di costruzione di un sistema difensivo  voluto da papa Sisto IV. In questi anni Giovanni Dolci, architetto della cappella Sistina, è nominato commissario speciale per la fabbrica della Rocca del porto, mentre il nepotismo arrivava in città con la nomina a prefetti (e quindi di proprietari) di una serie di nipoti dei vari papi. Il castellano è un privilegiato, un sovrintendente che controlla anche i lavori nel porto che procedono per renderlo sempre più sicuro  per il commercio dell’allume. Il porto è dunque sempre più un crocevia di navi mercantili, di ambasciatori, di notizie, di arrivi e di imbarchi di personaggi influenti e di varie teste coronate e quindi la Rocca, il castello fortificato che protegge il porto, necessita sempre di maggiori lavori di abbellimento e restauri e modifiche. Il complesso della Rocca è infatti  molto antico, ma rimane  sempre al centro del fervore delle attività portuali che incoraggiano l’interessamento dei pontefici, rappresentando in molte occasioni il lasciapassare per la concessione di privilegi e di lavori per la cittadinanza ogni qual volta che i Papi sono presenti in città. E proprio al seguito di un papa, Giulio II, tra tanti artisti e architetti spicca la figura di Leonardo da Vinci che si trova in più occasioni a studiare il sistema portuale di Civitavecchia. Il grande scienziato lavora accanto all’amico Bramante con   Antonio da Sangallo  nella nostra città nei primi anni del Cinquecento al progetto di sistemazione e fortificazione del porto. Leonardo da Vinci arriva a  Roma nel settembre del 1514insieme con Francesco Melzi e Salai e grazie all’amicizia con Giuliano de’ Medici, fratello del papa Leone X, alloggia  negli appartamenti del Belvedere al Vaticano.
Nonostante una profonda conoscenza e amicizia lo leghi a Donato Bramante e Giuliano di Sangallo, che stanno in questi anni lavorando alla fabbrica di San Pietro, non ha commissioni pubbliche. Mentre a Roma  Raffaello affresca gli appartamenti papali e Michelangelo è tenuto in grande considerazione negli ambienti papalini,  Leonardo si dedica solo ed esclusivamente ai suoi studi di meccanica, di ottica e di geometria. Oltre al progetto relativo al prosciugamento delle Paludi pontine, il grande scienziato si interessa anche alla sistemazione del porto di Civitavecchia perché papa Leone X, nell’ottobre del 1515, durante una sua visita,  decide di fortificare la città con il suo porto, cingendola con un grande e forte perimetro bastionato. Questa  notizia è riportata nelle Vite del Vasari, dove si racconta della  visita del papa  a Civitavecchia il primo ottobre 1515 accompagnato da valenti architetti tra i quali Antonio da Sangallo per verificare la possibilità di fortificarla con una cinta muraria.
(1. Continua)

 

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