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Conto alla rovescia per la mobilitazione pro castello

SANTA MARINELLA. Iniziativa del Gruppo archeologico Cerite e del Comitato cittadino che si sono dati appuntamento per il primo aprile Obiettivo: riaprire le porte del maniero di S. Severa da anni chiuso a causa dei lavori di restyling

SANTA MARINELLA. Iniziativa del Gruppo archeologico Cerite e del Comitato cittadino che si sono dati appuntamento per il primo aprile Obiettivo: riaprire le porte del maniero di S. Severa da anni chiuso a causa dei lavori di restyling

di GIAMPIERO BALDI

SANTA MARINELLA – La cittadinanza si mobilita per far riaprire i portoni del castello di Santa Severa che da anni sono serrati a causa dei lunghissimi tempi di realizzazione dei lavori che hanno interessato l’intero borgo. Dal primo aprile, su iniziativa del Gruppo Archeologico del Territorio Cerite e in collaborazione con il ‘‘Comitato Cittadino per il Castello’’, prenderà il via la mobilitazione generale per riconsegnare questo bene storico alla cittadinanza e capire quali saranno le intenzioni dell’amministrazione per la sua gestione.  In quella sede verrà mostrato ai partecipanti la situazione in cui versa il monumento. Per il restauro e il recupero funzionale del castello, tra il 1994 e il 2011 sono stati spesi dalla Provincia di Roma e dalla Regione Lazio quasi 14 milioni di euro. Il ministero per i Beni e le Attività Culturali ha investito altre importanti risorse per la realizzazione del Museo Nazionale Pyrgense nell’edificio della Manica Lunga e nella Manica Corta. Il Comune di Santa Marinella ha gestito e mantenuto per decenni l’intero patrimonio destinando propri fondi per la nascita, lo sviluppo e il funzionamento del Museo del Mare e della Navigazione Antica, unico polo culturale pubblico attivo nel castello dal 1994, che occupava 12 persone. Dal primo gennaio di quest’anno però i dipendenti hanno perso il posto di lavoro. Nonostante il castello sia rimasto chiuso, negli ultimi sette anni il solo museo è stato visitato da oltre 12 mila persone all’anno, consentendo l’autofinanziamento degli stipendi per quattro dei cinque operatori museali in servizio. L’iniziativa del primo aprile è finalizzata a far conoscere le richieste che il Gar e il Comitato rivolgeranno ai responsabili politici di tutti gli Enti locali interessati sul futuro del castello. «Chiediamo alla Regione Lazio, alla Provincia di Roma e al Comune di Santa Marinella di attivarsi subito per istituire un tavolo di lavoro permanente tecnico-politico tra questi Enti – dicono i responsabili del Gruppo Archeologico Romano e del Comitato Cittadino per il Castello – per affrontare le problematiche relative alla definizione del futuro del castello in modo chiaro, condiviso e sinergico. E’ fondamentale ripristinare subito il servizio di manutenzione, pulizia e custodia del castello che fino allo scorso anno è stato assicurato dal Comune tramite un contributo della Regione che purtroppo è stato completamente tagliato nell’ultimo bilancio regionale, bisogna riaprire il complesso monumentale alle visite guidate che gli operatori museali hanno sempre condotto, dal 1996 fino all’inizio del cantiere di restauro nel 2005, consentendo a migliaia di cittadini e turisti di accedere alla Torre Saracena, alla Rocca e ai suoi fossati, alle chiese del borgo, alle mura poligonali nella Cantina della Legnaia. Questa semplice operazione – concludono i volontari – consentirebbe subito di stabilizzare l’occupazione dei cinque operatori e di prevederne l’assunzione di altri cinque».

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