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Rifiuti, ancora nessuna decisione

Ad Allumiere resta alta la guardia. Il Comitato rifiuti sero di Fiumicino: "Il ministro Clini la smetta di girare intorno al problema"

Ad Allumiere resta alta la guardia. Il Comitato rifiuti sero di Fiumicino: "Il ministro Clini la smetta di girare intorno al problema"

ALLUMIERE – Nessuna decisione è stata ancora presa in merito al nuovo sito che dovrà ospitare i rifiuti di Roma dopo la chiusura di Malagrotta. Il vertici di ieri, secondo quanto appreso, non avrebbe infatti prodotto ancora alcuna decisione definitiva in merito. Restano quindi col fiato sospeso i sette siti individuati dalla Regione quali i più idonei, tra cui il sito militare di Allumiere, al confine con Civitavecchia. Intanto dal territorio si moltiplicano i no alla discarica. Al termine del vertice, al quale ieri hanno preso anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini e il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, il ministro Clini si è limitato a dire che si sta lavorando per trovare una soluzione. E in collina resta alta la guardia. “Spero che la pausa decisa ieri dal Ministro Clini – dice Guglielmo Abbondati, Coordinatore regionale di Sinistra ecologia e libertà Lazio- serva a fare piazza pulita dello studio preliminare della Regione, un documento approssimativo e inadeguato, fin qui capace di produrre soltanto diffusa e comprensibile indignazione nelle comunità locali, messe di fronte al perverso gioco del toto discariche. Ciò che non può succedere è che il dopo Malagrotta porti alla fine una nuova Malagrotta”. Abbondati è intervenuto anche in merito alla notizia della sentenza del Consiglio di Stato che ha rimesso in vita il gassificatore di Albano. “Quanti si rallegrano della sentenza del Consiglio di Stato, sforzandosi di dimostrare che questa è la soluzione per chiudere la discarica – dice Abbondati – dovrebbero spiegare perché a distanza di sei anni dall’autorizzazione del gassificatore di Malagrotta, la discarica più grande d’Europa, dopo l’ennesima proroga, è ancora lì a violentare  la Valle Galeria. Ci piacerebbe anche sapere – prosegue Abbondati – come è possibile infilare  3 milioni di metri cubi di rifiuti in una buca che ne potrebbe contenere neanche un quinto. Stiamo parlando di Pian dell’Olmo, uno dei 7 siti indicati nello studio preliminare, area considerata ad elevata vulnerabilità per ciò che riguarda le risorse idriche e nella quale sono presenti due grandi presenze naturali, la Riserva Naturale regionale della Marcigliana ed il Parco Regionale di Veio”. E sul tema interviene anche il comitato rifiuti zero di Fiumicino che dice: “Stiamo con la gente di Albano”. “Commentiamo l’unica cosa degna di nota avvenuta ieri 22 Marzo – dicono dal Comitato – che secondo il Ministro Clini doveva essere il giorno del giudizio rispetto alla questione dei rifiuti, e che invece da questo punto di vista si è rivelata l’ennesima buffonata. Ieri purtroppo è stata scritta una pagina indecente per tutti quelli che lottano contro discariche ed inceneritori, per il progresso, per la difesa dell’ambiente anche a partire da un ciclo sostenibile sui rifiuti. In barba alla logica ed al buonsenso, è stato autorizzata la costruzione del cancro valorizzatore di Albano, che mangerà vite, salute, ambiente, risorse riciclabili, legalità”. “Come è stato possibile prevedere la costruzione di questo ecomostro – proseguono dal Comitato – dimenticandosi che se gli va bene ci vorranno 3 anni per metterlo a regime; è spiegabile solo se si capisce che gli interessi politici ed economici in gioco, le forze in campo, quelle che vogliono vincere la partita, sono quelle che da anni nell’ombra, ma anche spudoratamente alla luce del sole contrastano un approccio serio alla raccolta differenziata, al porta a porta, al riciclo ed al riuso. Se secondo la Polverini, secondo il piano regionale, quello presentato all’Europa per evitare le sanzioni (ancora ridono a Bruxelles), il Lazio si avvia già in questo anno al 60% di differenziata, a quanto si potrà posizionare nel 2015?” “Pensiamo che almeno si dovrebbe centrare l’obbligo di legge del 65%, sempre che la differenziata si faccia – proseguono dal Comitato Rifiuti Zero – E allora questo inceneritore che c’azzecca? Non c’azzecca per niente. Ma più leggiamo e ci informiamo, più constatiamo che quello del 65% è un obbligo di legge opzionale, che le istituzioni non mettono in campo un piano serio di implementazione della differenziata, a livello industriale, prevedendo i giusti impianti di riciclo e riuso, non ci mettono le risorse economiche che servono, che la Magistratura potrebbe fare molto di più. Marroni, del PD, è stato sintomatico nelle sue dichiarazioni; il segnale è : avanti con gli inceneritori, che sono in concorrenza con la differenziata, il riciclo, il riuso, tanto noi politici non siamo capaci di farla funzionare, non la vogliamo e risolviamo con l’aiuto di Cerroni, con un altro bel forno, e magari in futuro con l’aiuto di altri gruppi industriali. Noi invece chiediamo che il Ministro Clini la smetta di girare intorno al problema di una emergenza creata ad arte per avere leve straordinarie e fare carne di porco della legge, della gente, della terra; chiediamo un Commissario straordinario per l’implementazione della raccolta differenziata ed il porta a porta prima a Roma e poi in tutto il Lazio, che abbia come unico obiettivo obbligatorio il raggiungimento degli obiettivi di legge, che abbia a disposizione le risorse che sono inutilmente in mano alle amministrazioni ai vari livelli. Chiediamo inoltre il commissariamento immediato dell’Ama, braccio operativo di Alemanno, nella battaglia contro la differenziata. Chiediamo che tutti gli inceneritori del Lazio, prima della loro auspicata e rapida dismissione, siano gestiti come se fossero pubblici, con i controlli delle autorità, frequenti e puntuali, e che, quelli di proprietà regionale, non siamo ceduti a privati”. “Se vogliamo lottare anche per Albano – concludono dal comitato di Fiumicino – con i fatti e non con le parole, che si metta fine alla frammentazione del Movimento, alle diatribe ed alle lotte intestine, che si lascino a casa i politici ed i localismi, puntando verso l’unica strada percorribile : Unità verso Rifiuti Zero. Albano deve essere per noi come Malagrotta, la dimostrazione di quello che non si deve accettare; e lo deve essere adesso, e non tra 30 anni. Così facendo anche noi di Fiumicino lotteremo per la difesa di Pizzo del Prete a Palidoro. L’inceneritore ad Albano non si deve fare”.

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