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"Una montatura orchestrata dal centrodestra"

"Una montatura orchestrata dal centrodestra"

L'on. Tidei replica all'articolo uscito ieri mattina sul quotidiano "Libero"

CIVITAVECCHIA – Non ha gradito la pagina del quotidiano Libero di ieri, l’onorevole Pietro Tidei, nella quale veniva svelato il suo “tesoro” fatto di 133 fabbricati e 81 terreni, con il giornalista Franco Bechis che parla di “un intreccio societario con cui controlla un piccolo impero finanziario”: “Una mascalzonata – ha tuonato il candidato sindaco del centrosinistra – puntualmente ad ogni campagna elettorale si mette in moto la macchina del fango, escono fuori proprietà fantasma che poi spariscono dopo poco. Denuncerò il giornalista e, con i soldi che gli chiederò, forse davvero mi comprerò qualche appartamento”. L’on. Tidei ha quindi deciso di scrivere una lettera da inviare sia allo stesso Bechis che alla Camera dei Deputati. “I miei redditi e i miei patrimoni – spiega – sono quelli pubblicati sul sito della Camera: prevalentemente lo stipendio da parlamentare – a cui come detto rinuncerò una volta eletto – e la pensione da dirigente, per un totale, nel 2011,  di 214 mila euro (comprensivi di 80 mila euro di tasse pagate). E tutti possono vedere qual è stato, anno dopo anno, l’andamento di questi redditi. Nessuna ricchezza “esplosa” improvvisamente dal 2005 dunque, come Lei adombrava domenica su Libero. Il mio patrimonio personale – anche esso pubblicato – è frutto esclusivamente del mio lavoro di 30 anni da avvocato-dirigente dell’ Enel compresa una cospicua liquidazione, con un cammino lento che mi ha portato a consolidare l’attuale condizione economica giorno dopo giorno. In più ci sono 42 anni di impegni istituzionali e di attività politica  tra la mia gente che è la prima testimone del mio stesso tenore di vita. Un impegno lungo  e coerente in diversi incarichi pubblici. Senza mai una macchia, mai una sola indagine della Magistratura. I beni di cui l’articolo favoleggia nel titolo non esistono, non solo non fanno parte del mio patrimonio, ma neanche del patrimonio dei componenti della mia famiglia. Una figlia avvocato vive con il marito in Russia, un’altra figlia anche essa laureata si dedica alla attività politica (dirigente provinciale del Pd). I due figli maschi, che  lavorano nel settore dell’edilizia per varie società, stanno “a provvigione” e sono interessati solo alle normali dinamiche commerciali del settore (piccole quote quasi sempre di minoranza, immobili già collocati o ancora invenduti). Ma non si tratta di patrimoni né personali né tanto meno di famiglia, come falsamente lascia  intendere Libero. Sono sempre rimasto personalmente estraneo a queste attività. Da padre, una sola cosa ho da loro preteso ed ottenuto: che non partecipassero mai, dico mai, non solo ad appalti nei lavori pubblici,  ma persino a pubblici concorsi per il cosiddetto “posto fisso”, dove qualcuno avrebbe potuto malignare sull’influenza paterna. Le misteriose “scatole cinesi” di Libero sono dunque solo un’invenzione giornalistica, basata su false “rivelazioni”, raccontate ad arte e sbattute in prima pagina in un’intelaiatura e con un intento chiaramente diffamatori. Per questo presenterò querela contro di Lei chiedendo un cospicuo risarcimento danni e pretenderò da Lei  formali scuse personali. E questo è tutto quello che avevo da dire su questo argomento. Restano le grandi domande di questa vicenda: cosa ha spinto Libero a dedicarmi improvvisamente tanta attenzione? In difesa di quali grandi interessi, questi sì oscuri, scende in campo così pesantemente anche questo giornale di centrodestra? E perché proprio ora, ovvero in campagna elettorale? La montatura è evidente. La balla dei 133 appartamenti enorme. E se il centrodestra ricorre a questi strumenti vuol dire che ha una grande paura di perdere. E’ qui la chiave ed è questo il vero mistero nascosto in questa vicenda. Intanto si capisce che tutto questo serve a far dimenticare i veri problemi della città laddove, come è noto a tutti, le vere ruberie avvengono con il denaro pubblico. Ma la verità ultima è che questa è una città schiava dell’ Enel, degli Armatori e della criminalità organizzata e che qualcuno, più di qualcuno, vuole che rimanga tale. E di questo certo Libero non si occupa. Come tace accuratamente sulla Mafia e sui poteri forti che si sono annidati in questi cinque anni di Centrodestra a Civitavecchia e nel suo porto, nel sottobosco dei grandi affari e dei traffici di armi e di droga che transitano di qui. Sanno che da Sindaco combatterò questi poteri, moralizzerò la “res-pubblica” trascinata nel fango e sanno anche che sono l’unico in grado di farlo. E hanno paura. Per evitare che il Centrosinistra prevalga, non possono fare altro che  colpirmi con verità solo apparenti, costruendo un castello di bugie, falsificando redditi, inventando 133 appartamenti (falsi) per alimentare un’ invidia sociale ingiustificata. Un’operazione attesa, persino scontata. Ma alla fine, in tutto questo,  emerge con forza, insieme alla verità un solo dato: Tidei viene messo in controluce e passato al microscopio,  lui e la sua famiglia, risultando del tutto trasparente. Tutti gli altri  restano  coperti dall’ombra”.

L’articolo di Libero

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