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Santa Cecilia, percepiti gli arretrati

CIVITAVECCHIA – Il ‘‘Santa Cecilia’’ salda i suoi ‘‘debiti’’.
Pagati tutti gli arretrati, compreso il restante 50% della tredicesima, ai dipendenti della struttura sanitaria che da diverse settimane ormai picchettavano senza sosta, con un presidio permanente e uno sciopero della fame, l’ingresso del Santa Cecilia per protestare contro il mancato pagamento degli stipendi.
E ora che l’allarme sembra essere rientrato, i dipendenti sono pronti a lasciare il presidio, pur mantenendo lo stato di agitazione, come spiega il responsabile sanità della Cgil Fp Angelo Guiducci. Altra battaglia da combattere infatti è ora il pagamento puntuale, entro il 10 di ogni mese, degli stipendi futuri.
«Dall’amministrazione – spiega Guiducci – hanno detto che faranno il possibile per pagare puntualmente, ma non abbiamo garanzie a tal proposito e per questo motivo, nonostante l’interruzione del presidio davanti ai cancelli del Santa Cecilia manterremo lo stato di agitazione. Pronti a tornare a presidiare la struttura qualora si ripresenti l’incresciosa situazione».
E l’assenza di garanzie verrebbe dalla mancata convocazione di un tavolo tra vertici della struttura sanitaria locale, organizzazioni sindacali di categoria e dipendenti: «I lavoratori – si leggeva nella nota inviata la scorsa settimana da Cgil Fp e da Uil Fpl – non si vogliono trovare nelle condizioni di intraprendere delle iniziative di protesta ogni 10 del mese e soprattutto non vogliono più saperne di rimpalli di responsabilità. Inoltre – aggiungeva la nota – chiedono un miglioramento dell’organizzazione del lavoro che, come più volte da noi sottolineato, presenta diverse lacune ed interventi celeri di manutenzione di alcune parti di uso quotidiano dei pazienti (docce dei bagni, serrande, infissi) perché nonostante tutto il loro primo pensiero è sempre rivolto agli ospiti, al servizio a loro erogato. Per ottenere questo – ricordavano nella nota le organizzazioni sindacali – è necessario che l’Amministrazione convochi nel più breve tempo possibile i rappresentanti sindacali territoriali e i delegati sul posto di lavoro per raggiungere un accordo che soddisfi tutti».

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