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La guerra dei numeri

La guerra dei numeri

Le Larghe Intese: «Siamo in vantaggio». Il centrosinistra: «Se esistono, pubblicate questi dati. Siete indietro in tutti i sondaggi». Tidei sfida Moscherini a rendere noti i ‘‘suoi’’ risultati. Il Sindaco: «Se è così sicuro si dimetta dalla Camera e venga a fare il candidato lasciando la casta»

Tra Moscherini e Tidei la battaglia si sposta sui sondaggi. Dopo che ieri mattina la Provincia ha pubblicato i risultati della rilevazione commissionata a Ipsos, il comitato delle Larghe Intese ha sparato ad alzo zero sul candidato del centrosinistra, che nei giorni precedenti aveva reso noti alcuni dati dell’Istituto Piepoli.
«Tidei – scrivono dal fronte moscheriniano – continua ad ingannare i cittadini. E’ questo, fondamentalmente, il dato che emerge dal sondaggio commissionato all’istituto Ipsos e divulgato dai media locali. Il candidato del centrosinistra, che da gennaio ha perso oltre 5 punti in percentuale, continua a sventolare un sondaggio falso, o comunque vecchio e superato che lo dà al 60% in un eventuale ballottaggio, cercando, da vecchio mercante della politica, di passare già da vincitore nel tentativo di far salire sul suo carro chi è ancora indeciso. “Ho già vinto, quindi vi conviene passare subito con me, diversamente per voi non c’è scampo”: è questo in sintesi, il messaggio che da giorni l’onorevole sta cercando di far passare, ma è stato sbugiardato ancora una volta dai numeri e dai dati reali. E tutte le iniezioni di menzogne ed arroganza che ha diffuso fra i cittadini da gennaio ad oggi, gli costeranno molto caro, essendo ormai in caduta libera a livello di gradimento personale».
Poi le Larghe Intese vanno oltre: «Recenti dati in nostro possesso, infatti, ci dicono che anche il sondaggio commissionato a Pagnoncelli il 5 aprile sia leggermente sorpassato: le Larghe Intese con Moscherini Sindaco, oggi, hanno già superato nettamente Tidei e la sua compagine. Un fatto, questo, peraltro confermato dall’apertura di campagna elettorale di Tidei, per il quale nulla è valso chiamare in soccorso Massimo D’Alema: a piazza Fratti si contavano circa 200 persone, a differenza del successo delle Larghe Intese di mercoledì scorso al Traiano, che non è riuscito a contenere la folla venuta a sostenere Gianni Moscherini».
Immediata la duplice replica tideiana, prima con il comitato, poi a firma di tutta la coalizione.
«Se il sessanta per cento dei civitavecchiesi pensa che Tidei vincerà le elezioni… – scrive il Comitato Tidei – come dire è un problema tutto suo. Moscherini non faccia finta di non sapere che anche i suoi elettori (1 su 3) pensano che sarà lui a perdere. Questi sono i sondaggi che abbiamo divulgato noi (Istituto Piepoli) tutti pubblicati sul sito della Presidenza del Consiglio. I suoi dove sono? Perché li tiene nascosti? Comunque in tutte le previsioni che sono state fin qui rese note, anche dalla Provincia, Moscherini perde ed è abbondantemente sotto sia al primo turno che ad un eventuale ballottaggio. Anche su questo lo sfidiamo ad un confronto pubblico con Pietro Tidei. E’ evidente: la vicina sconifitta lo terrorizza ed inizia ad avere le allucinazioni…matematiche. Cosi’ finisce che litiga anche con i numeri».
Poi la seconda nota: «La sfrontatezza di Moscherini – si legge in una nota a firma della coalizione – e dei suoi va aldilà dell’immaginazione. Questi fantomatici dati divulgati dal centrodestra fanno semplicemente ridere. Non citano né i numeri e neanche l’istituto di sondaggi che ha svolto l’indagine. Se sono veri pubblicassero i dati e il nome dell’Istituto».
In serata è intervenuto direttamente Moscherini: «Non sono convinto dell’attendibilità dei sondaggi, per i quali Tidei sta spendendo tanti soldi. Questo è un tipo di confronto elettorale atipico e reso ancora più anomalo per la presenza di un personaggio della casta come lui, che viene a fare campagna elettorale minacciando a destra e a sinistra, senza risparmiare lavoratori e imprese e facendo mostra di una vittoria avvenuta sulla base di sondaggi per i quali non c’è nessuna credibilità: forse il 60 per cento degli intervistati da Piepoli pensa che vincerà perchè riuscirà ad impaurire i cittadini più di quanto possa farlo realmente. La verità è che l’80 per cento dei civitavecchiesi ha paura della sua rielezione, perchè consapevole del sacco alla città che ne seguirebbe. Non ho speso soldi per rilevazioni e ritengo che l’unico vero sondaggio sarà quello che si terrà il 6 e 7 maggio, quando i cittadini andranno nell’urna ad esprimere il loro voto. Gli incontri che ho tenuto in queste settimane con i candidati delle liste mi hanno dimostrato grande entusiasmo e partecipazione numerica, mai riscontrata nelle precedenti elezioni da me sostenute, ma soprattutto in netto contrasto con il flop della sua manifestazione in piazza Fratti alla presenza di un leader nazionale come D’Alema. Tutto ciò mi fa sentire tranquillo che la vittoria sarà nostra e al primo turno. Visto invece che lui in maniera abitualmente boriosa ha voluto riconfermare il suo convincimento di riuscire e di voler bene a Civitavecchia, venga a fare il vero candidato dando le dimissioni da parlamentare: solo in questo modo ci darebbe una reale dimostrazione della sua sicurezza, ma finchè non si sarà dimesso da parlamentare saremo sicuri che sarà sconfitto, perchè tiene ben caldo il posto che ha nella casta».

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