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Sondaggi, Mecozzi non ci sta

Il Polo per l’Alternativa tenta di confondere le acque, sparando a zero sulla rilevazione Ipsos. Il terzo polo prima pungola Tidei e Moscherini: «Scene patetiche e silenzio sui problemi reali della città». Poi si lancia in una serie di considerazioni statistiche prive di fondamento

Il Polo per l’Alternativa tenta di confondere le acque, sparando a zero sulla rilevazione Ipsos. Il terzo polo prima pungola Tidei e Moscherini: «Scene patetiche e silenzio sui problemi reali della città». Poi si lancia in una serie di considerazioni statistiche prive di fondamento

Aspre critiche sui sondaggi che vedono Moscherini e Tidei in una lotta testa a testa per la conquista del Pincio arrivano dal Polo per l’Alternativa: «Tidei e Moscherini si sono letteralmente ‘‘scannati’’ accusandosi a vicenda di dati falsati e sfoderando chi Pagnoncelli chi Piepoli. Una tragicommedia all’italiana: ‘‘Sono in testa io, stravinco al ballottaggio; no vinco io, ti abbiamo già superato, stanno tutti con me’’. Una scena patetica. Ovviamente silenzio sui problemi reali della città, sui debiti del Comune, i loculi, sugli articoli 90 messi a riempire le liste». E tornando ai sondaggi sono sotto accusa data e il campione preso in esame: «Il sondaggio è datato 5 aprile il che vuol dire che i rilevamenti sono stati effettuati a marzo quando non erano state presentate le liste. Un campione di 600 persone non è rappresentantivo di 45mila aventi diritto al voto e questo lo sa anche Pagnoncelli. Avere un campione di 600 persone su ben 6.600 contatti effettuati (cioè persone contattate a Civitavecchia) – aggiungono – dà un quadro chiaro della situazione: i civitavecchiesi non si sono esposti, non hanno risposto, se ne sono strafregati di rispondere a domande impostate su un candidato e sull’altro, il resto era ‘‘fuffa’’ come dicono a Milano».

Il Polo dell’Alternativa crea confusione, ‘‘abbinando’’ il sondaggio Ipsos a Moscherini. In realtà quella rilevazione è stata commissionata e pagata all’istituto di Nando Pagnoncelli da La Provincia, come del resto è accaduto in altre competizioni elettorali a Civitavecchia, peraltro con risultati – in passato – sostanzialmente aderenti a quello che poi fu l’esito delle urne.
Quanto agli ‘‘appunti’’ del Polo dell’Alternativa, ci dispiace ma la ‘‘fuffa’’ è quella contenuta nelle considerazioni del comunicato: la rilevazione è stata effettuata proprio il 5 aprile ed i risultati sono stati consegnati il 12 aprile e pubblicati il 14. Il campione di 600 unità è quello solitamente utilizzato per una popolazione come quella di Civitavecchia, con un margine di errore (‘‘intervallo di confidenza’’ che va dal +- 0,8% al 3,9%). Se si passasse, ad esempio, a 1000 interviste, si restringerebbe l’errore tra lo 0,7% ed il 3,1%.
Quanto alle altre considerazioni sul fatto che per ottenere le 600 risposte siano state necessarie oltre 6.000 telefonate, dal punto di vista statistico, per il sondaggio, non significa proprio nulla, in quanto il lavoro più ingente, da parte degli istituti di rilevazione, è proprio nella costruzione del campione e nella sostituzione delle interviste per conferire rappresentatività al campione stesso. Poi, ciascuno è libero di credere o non credere ai sondaggi: ma l’insinuazione che l’utilizzo dei dati sia ‘‘strumentale’’ è un’accusa che la Provincia rispedisce al mittente, augurando al candidato Mecozzi che il 7 maggio esca dalla urne la situazione da lui sperata, che però, evidentemente, nessun sondaggio finora ha ‘‘fotografato’’. M. Gra.

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