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Ruspe in azione per il "Polo logistico del Mediterraneo"

Ruspe in azione per il "Polo logistico del Mediterraneo"

TARQUINIA. Inaugurata la zona industriale a Pian d’Organi Il Sindaco Mazzola: «Produrrà 5 mila nuovi posti di lavoro». L’imprenditore Orsolini: «Area strategica per la crescita economica del territorio» 

TARQUINIA – Dopo oltre 40 anni di dibattiti e di attese, si apre a Tarquinia una nuova stagione di sviluppo ed occupazione. In località Pian d’Organi nasce infatti la zona industriale di Tarquinia, ribattezzata ‘‘Polo logistico del Mediterraneo’’ che porterà al territorio ben 5mila nuovi posti di lavoro.Una vasta area di sviluppo industriale che ospiterà capannoni, uffici e servizi (nel complesso si estenderà su 192 ettari) e che si pone come area di grande valenza strategica, in quanto vero e proprio retroporto di Civitavecchia, l’unico peraltro del Mediterraneo, e che darà sviluppo allo scalo di Civitavecchia e beneficerà della forte presenza di infrastrutture. L’insediamento è infatti servito da un’eccellente rete di comunicazioni: autostrada Roma-Civitavecchia, superstrada Orte-Civitavecchia e linea ferroviaria Roma-Genova. Sulla città di Tarquinia sono previsti quindi investimenti per milioni di euro, a beneficio di tutto il territorio. Il sindaco Mauro Mazzola ha inaugurato oggi il primo lotto dei lavori, che interessano 18 ettari su cui verranno realizzati tre capannoni, ma altrettanti sono già autorizzati. Al via delle ruspe, erano presenti anche il vicesindaco Renato Bacciardi, il progettista architetto Leonardo Proli e l’amministratore delegato di Orsolini spa, Rino Orsolini. La prima struttura sarà terminata già a settembre. «Abbiamo iniziato i primi 18 ettari – ha affermato Orsolini – e verranno realizzati i primi tre capannoni per un totale di superficie coperta di 37mila e 500 metri quadrati. Questo è il segno tangibile che stiamo partendo con la logistica, ma non solo. Si parla infatti di logistica, attività doganale, assemblaggio e altro. I capannoni saranno a disposizione di tutti gli operatori di ogni settore. Quando saremo a regime, saranno creati 5.000 posti di lavoro, tra diretti e indotto. La zona industriale sarà strategica per la crescita economica del territorio, grazie proprio alla vicinanza del porto di Civitavecchia. Quest’area rappresenta l’unico retroporto del Mediterraneo: Napoli, Imperia, Savona e Genova non hanno infatti un retroporto. Peraltro è molto importante sottolineare che qui abbiamo fondali alti oltre 23 metri che consentono di scaricare container da 13mila ‘’Tus’’. Tutto ciò ovviamente si dovrà riunire con il famoso ‘‘Corridoio 5’’, perché oggi ancora la maggior parte dei container che vengono scaricati al sud dell’Europa (bassa Francia, Svizzera e Austria) vengono scaricati a Rotterdam. Quindi pensiamo quale beneficio si può produrre tramite il polo logistico e il porto di Roma. Civitavecchia e tutta l’area (Tarquinia-Roma) possono diventare veramente la capitale del Mediterraneo. Anche perché sono già state aperte le autostrade del mare: oggi siamo già collegati settimanalmente con Francia, Spagna e Tunisia e in attesa dei paesi del Maghreb (Libia, Marocco, Egitto). Quindi immaginiamo quali grossi scambi potremmo Ruspe in azione per il "Polo logistico del Mediterraneo"avere e quali benefici per tutto il territorio».Grande soddisfazione è stata espressa da parte del sindaco Mauro Mazzola:«In un momento di profonda crisi economica diamo nuove prospettive di lavoro ed occupazione. – ha dichiarato il sindaco Mazzola – Per decenni si è parlato di zona industriale, senza mai andare oltre le chiacchiere. Oggi l’amministrazione pone una pietra miliare nella storia di Tarquinia. Raggiunto quindi l’obiettivo di creare nuovi posto di lavoro». La progettazione dell’insediamento è stata realizzata seguendo le più severe norme in tema di rispetto ambientale e tutela del territorio, ha sottolineato il primo cittadino. «I tetti saranno coperti con pannelli fotovoltaici per garantire l’autosufficienza energetica. – ha spiegato l’architetto Proli – Sono previsti inoltre impianti di recupero dell’acqua piovana e la realizzazione di aree verdi. Coniugare sviluppo e tutela del territorio è possibile». Da registrare infine il vano tentativo di bloccare i lavori, richiedendo delle verifiche sul posto per la presunta presenza di insediamenti archeologici. Martedì infatti una segnalazione è giunta presso la stazione dei Carabinieri che si sono subito recati sul luogo per verificare lo stato delle cose. All’esito del sopralluogo, secondo quanto appreso, tutto è risultato regolare.

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