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«La presenza del Comune fondamentale per il Castello»

S. MARINELLA. NETTA PRESA DI POSIZIONE DA PARTE DEL GRUPPO ARCHEOLOGICO CERITE «Impensabile programmare il futuro senza il contributo dei rappresentanti istituzionali»

S. MARINELLA. NETTA PRESA DI POSIZIONE DA PARTE DEL GRUPPO ARCHEOLOGICO CERITE «Impensabile programmare il futuro senza il contributo dei rappresentanti istituzionali»

S. SEVERA – È polemica tra il Gruppo Archeologico Cerite e l’assessore regionale Stefano Cetica per le dichiarazioni rilasciate da quest’ultimo che aveva affermato che il castello non verrà mai gestito dal Comune di Santa Marinella. A rispondere al politico è la stessa associazione che cura il servizio di manutenzione e visite guidate del maniero. «Sul futuro del castello, il Gruppo Archeologico Cerite e il Comitato Cittadino stanno cercando di stimolare un positivo dialogo tra gli enti locali affinché sia possibile giungere ad una soluzione concordata, chiara e condivisa – dicono i responsabili del Gatc – in merito alle dichiarazioni di Cetica diciamo che come cittadini residenti nei Comuni di Santa Marinella, Ladispoli e Cerveteri, impegnati nel volontariato culturale da tanti anni riteniamo che il castello costituisca una memoria storica ed un’identità culturale di primaria importanza in particolare per il nostro territorio e per l’intero litorale nord di Roma». «Siamo convinti – continuano i volontari – che sia impensabile programmare un futuro per il castello senza il contributo dei rappresentanti istituzionali e dei tecnici del Comune di Santa Marinella nel territorio del quale è situato questo bene di notevole bellezza. La storia si può falsificare e dimenticare ma non si cambia, per chi ama studiarla da sempre con rigore scientifico è più semplice capire le cose e raccontare meglio la verità. Per onor di cronaca si deve ricordare che l’intera operazione di recupero funzionale del maniero e il suo finanziamento è stata avviata dal dottor Achille Ricci, ex sindaco di Santa Marinella già nel 1994 in occasione degli importanti incarichi rivestiti in Provincia e in Regione (restauro della Torre Saracena, della Torre angolare  e della Rocca) e in seguito, a cavallo del Giubileo del 2000 per il resto del borgo. E’ bene ricordare che è stato soltanto grazie all’iniziativa del Sindaco Ricci che il castello è stato liberato, non senza resistenze e denunce dagli affittuari che occupavano gli appartamenti a costi irrisori subaffittando spesso i locali. Proprio questo ruolo importante del Comune di Santa Marinella, senza il quale non sarebbe stato possibile l’avvio di tutte le opere di valorizzazione, ha condotto al famoso Accordo di Programma del 2002 che sancì la collaborazione dei tre enti locali (Regione, Provincia e Comune) per la realizzazione del grande progetto di restauro del bene monumentale. Nel contempo, il Comune, ha investito nel castello potenziando il Museo Civico istituito con sede nel borgo dal 1994, trasformandolo nel Museo del Mare e della Navigazione Antica con Marchio di Qualità Regionale, che ad oggi occupa un direttore e cinque operatori museali, tre dei quali si auto pagano lo stipendio con le sole attività didattiche e culturali. Crediamo che queste semplici note storiche possano essere utili per rimarcare il ruolo operativo e culturale che il Comune di Santa Marinella, tramite il suo Museo Civico, ha svolto per il recupero e la valorizzazione del Castello». «E’ impensabile e profondamente ingiusto – conclude il Gatc – che i rappresentanti di Santa Marinella non siedano al tavolo dove si sta decidendo il futuro del complesso monumentale”. Su questa vicenda intervengono anche i capi gruppo consiliari comunali che in una nota dicono“considerata l’importanza che il bene monumentale del castello riveste per l’identità e per lo sviluppo turistico e culturale del nostro territorio – scrivono i capi gruppo del Pdl  Marco Maggi, del Pd Carlo Mucciola, dell’Udc Massimiliano Fronti, di Un’altra città è possibile Paola Rocchi e del Fli Emanuele Pepe – considerato lo stato di incertezza relativo al futuro del maniero di proprietà regionale e su cui la Regione non ha ancora espresso i suoi intendimenti, visto l’interesse che il tema sta suscitando fra la cittadinanza, chiediamo la convocazione di un Consiglio Comunale aperto per discutere sulle questioni relative all’utilizzo del castello di Santa Severa».

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