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Risposta del comitato San Gordiano-Boccelle in tema di parchi

 

Dopo le accuse dell’assessore Pierfederici rispondono prontamente dal Comitato San Gordiano-Boccelle.

“Dispiace, innanzitutto, che l’assessore Pierfederici, anziché incontrare il Comitato S. Gordiano-Boccelle che ha promosso la petizione per il ritiro del bando di affidamento del Parco, a cui hanno già aderito oltre 1.500 cittadini (in gran parte residenti a S. Gordiano e Boccelle), lanci accuse di cattiva informazione, paventando addirittura il reato di calunnia. Il tutto non sulla base dei comunicati scritti dal Comitato per spiegare civilmente le storture di un bando a dir poco infelice, ma sulla base di quanto riferito da molti non precisati cittadini – scrive a nome del Comitato Alessandro Cascioni, Presidente del Comitato di quartiere San Gordiano Boccelle – il bando, il capitolato ed il disciplinare che scadranno il 7 maggio prossimo li abbiamo letti molto bene e non possiamo avere mai riferito cose inesatte come quelle a Lei riportate dai “molti cittadini”a cui fa riferimento. Resta il fatto che Lei come il resto dell’attuale amministrazione comunale non avete ancora spiegato per quale motivo uno splendido parco all’inglese debba essere trasformato in un parco con giochi di vario genere a pagamento. Del resto, non saranno forse a pagamento tutte le strutture che toglieranno verde ai cittadini rovinando irrimediabilmente un bellissimo parco come: i gonfiabili, il nuovo chiosco-bar (che si aggiunge alla casa ex ARCI), il fly-park etc. Ma a prescindere dai vari “pedaggi” per i vari giochi che dovranno pagare i genitori come il sottoscritto,  perché si deve sacrificare il verde per fare posto a tali strutture?  Eppure ai nostri figli bastano i prati e gli alberi, se solo fossero curati in modo decente. Perchè abbattere la recinzione del Parco che garantisce l’incolumità dei nostri bambini ed è costata a suo tempo molto alle casse comunali ? Che bisogno c’è di dare in concessione per 30 anni l’intero parco, quando basterebbe affittare la casa ex ARCI per il periodo previsto per gli affitti commerciali (6 anni + 6) e con il ricavato mantenere la stessa casa e tutto il Parco. A prima vista, il bando, oltre a stravolgere l’attuale parco, sembra favorire troppo il privato che a fronte di investimenti da cui egli solo trarrà vantaggio economico, ottiene il parco e le predette infrastrutture in gestione per 30 anni. Lo abbiamo già chiesto in precedenza: il vantaggio del privato è chiaro, quale è il nostro vantaggio, quale è il vantaggio della collettività? Non sono questioni di poco conto e questo i cittadini che hanno firmato lo hanno ben capito. L’impressione è che il sig. Pierfederici, dimentichi che egli, come tutti gli attuali amministratori, agisce non come titolare della cosa pubblica svincolato da ogni obbligo di rendiconto, ma come amministratore in forza di mandato elettorale che gli stessi cittadini che ora protestano gli hanno conferito. Cittadini che, ora, vogliono avere contezza dell’attuale stato di abbandono del parco e della infausta trasformazione prevista senza alcun tipo di consultazione popolare. E’ contro ogni logica ed è poco rispettoso di tale volontà popolare potere solo pensare che 1500 cittadini (e la raccolta continua), insieme agli oltre 100 aderenti al Comitato S. Gordiano-Boccelle non abbiano compreso la logica del bando. In estate abbiamo già richiesto ed ottenuto il ritiro del primo bando di gara, ci sarà pure un motivo. Perché l’assessore Pierfederici, anziché liquidare il gigantesco NO che viene urlato da 1500 cittadini non incontra il Comitato ed i cittadini stessi che hanno firmato, tentando di capire le ragioni di questa opposizione. Eppure il titolo III dello Statuto comunale sancisce in primis il principio secondo cui “il Comune garantisce e promuove la partecipazione dei cittadini al processo di formazione degli atti amministrativi”,  questo a meno che il sig. Pierfederici non ci dimostri che con la petizione da noi promossa oltre ad avere travisato il bando di gara non abbiamo anche travisato un istituto cardine della nostra democrazia”.

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