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"Bene la città metropolitana di Roma"

"Bene la città metropolitana di Roma"

Soddisfatto della decisione il sindaco Pietro Tidei. "Ma l'Anci proponga una governance adeguata". Anche Zingaretti soddisfatto

CIVITAVECCHIA – “Apprezziamo la decisione del Governo di istituire le Città metropolitane. Si tratta di una scelta che permetterà di definire una migliore governance delle aree urbane, come quella romana, che hanno conosciuto uno sviluppo metropolitano fortemente integrato tra comuni anche distanti dal capoluogo”. È soddisfatto il sindaco Pietro Tidei, alla luce dell’ultima decisione del Governo Monti. “Una prospettiva da tempo attesa – ha aggiunto Tidei – ma perché il successo sia completo, occorre scongiurare che il Presidente della Città metropolitana coincida con il Sindaco del capoluogo e prevedere invece che sia scelto in modo da rappresentare tutti i cittadini e tutti i Comuni coinvolti anche per garantire una governance efficace nelle complesse scelte di pianificazione di area vasta”. In questo senso il sindaco di Civitavecchia si chiede come mai l’Anci, l’associazione dei comuni italiani, abbia tanto insistito per questa soluzione istituzionale “in un Paese – ha spiegato – nel quale oltre la metà dei più di ottomila comuni sono di piccole dimensioni. La realtà dei Comuni italiani non si risolve nei pochi capoluoghi regionali di maggiore portata demografica ma è caratterizzata da un tessuto ricco e articolato che richiede coesione e collaborazione piuttosto che dominio dei più grandi”. Entusiasta anche il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti. “La scelta del governo è una clamorosa e straordinaria conferma della nostra strategia che da quattro anni punta a Roma Capitale Metropolitana come opportunità per crescere, liberare energie e migliorare la qualità della vita – ha spiegato – ora si può ora aprire una fase di progettazione e sviluppo della nuova Capitale che finalmente guarda al futuro come le altre capitali europee. Non credo sia giusto che il sindaco del comune capoluogo svolga funzioni di governo dell’area vasta imponendo un ruolo di surroga nei confronti degli altri comuni e degli altri sindaci eletti. Su questo occorre aprire una riflessione e arrivare ad una soluzione adeguata”.

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