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San Liborio senz'acqua, nella notte serbatoi pieni

«La portata idrica sarà aumentata, entro stanotte i serbatoi saranno pieni». Questo assicura l’assessorato ai Lavori pubblici, replicando alle segnalazioni degli abitanti delle zone di San Liborio e Cisterna Faro, dove l’acqua nelle case manca ininterrottamente da una settimana. A nulla sono servite le lamentele dei residenti, insoddisfatti anche del servizio autobotti del Comune che a quanto pare il venerdì smetterebbe di funzionare per poi riprendere il lunedì. «Da gennaio siamo rimasti a secco per ben 138 giorni – si legge in una nota trasmessa al Sindaco e per conoscenza agli organi di informazione dal comitato cittadini Cisterna Faro – tutto ciò le sembra giusti? Altro che ritorno al futuro, qui si va indietro di decenni».
E sempre nella lettera rivolta al primo cittadino, il comitato chiede conto dell’attività portata avanti dagli assessori: «Dia indicazioni lei, signor Sindaco su come e quando potersi lavare e bere – prosegue la lettera – altrimenti verremo a lavarci a casa sua. Siamo certi che non ci negherà un po’ d’acqua».
Il Comune fa sapere che in via Terme di Traiano la situazione starebbe tornando alla normalità, tanto che già da domani, stando alle dichiarazioni rese dall’assessorato ai Lavori pubblici, l’acqua nelle case dovrebbe tornare. Poco gradita l’ironia di chi dall’assessorato ha tentato di dare una spiegazione al problema, affermando: «O i civitavecchiesi si sono lavati tutti insieme o c’è stata una carenza nella fornitura da parte di Hcs».
Carenza che a quanto pare non c’è stata, dal momento che la holding fornisce da sempre e sta continuando a fornire tra i 110 e i 120 litri secondo al Comune, che poi utilizza come meglio crede. Sarebbe interessante capire a questo punto come mai proprio il partitore di Poggio Capriolo abbia ‘‘ceduto’’. Forse l’assessorato ai Lavori pubblici ha ragione: i civitavecchiesi hanno fatto il bagno tutti insieme.
Magari all’Aquafelix, parco acquatico servito proprio da quel partitore, che di sicuro utilizza un quantitativo di litri secondo superiore a quello sufficiente per alimentare una comune abitazione.
Ma il Comune non ne parla: i cittadini soffrono la carenza idrica e non possono neppure lavarsi mentre l’acqua viene utilizzata per altri scopi. Nulla contro i giochi acquatici, per carità, ma magari dopo aver dato a tutti i cittadini, ma proprio a tutti,  la possibilità di utilizzare l’acqua almeno per lavarsi.
 

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