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Civitavecchia porta aperta sul più grande museo a cielo aperto del mondo

Civitavecchia porta aperta sul più grande museo a cielo aperto del mondo

CIVITAVECCHIA – Civitavecchia ed il suo scalo come «porta aperta sul più grande museo della cultura del mondo».
La provocazione è stata lanciata da Vittorio Sgarbi in chiusura della manifestazione ‘‘La 2 giorni del Mediterraneo’’.
Il critico e storico d’arte è stato l’atteso ospite della mattinata di oggi: e ne è valsa la pena attendere qualche minuto di ritardo per assistere ad un intervento interessante e a tratti anche divertente.
Il professor Sgarbi ha ricordato la sua vicinanza a Civitavecchia, «che merita di essere frequenata – ha spiegato – vista anche la presenza del console Stendhal. Io ci sono venuto perché chiamato più e più volte, con insistenza, da Vincenzo Allegrezza, per valutare i dipinnti trovati a casa di Tarcisio De Paolis. E poi ancora per portare un saluto e la riconoscenza a monsignor Chenis».
Scontato un suo intervento politico: Sgarbi ha infatti annunciato che sabato prossimo lancerà ‘‘il partito della rivoluzione’’, con annesse ‘‘5 giornate di rivoluzione’’. Obiettivo primario? Istituire il Ministero del Tesoro dei Beni artistici e archeologici del paese, vero e proprio valore aggiunto anche economico, per il sistema Italia.
«L’Italia – ha spiegato – è il luogo con la maggiore concentrazione di patrimonio artistico del mondo: eppure nessun Governo ha mai speso una parole, né tantomeno ha finanziato interventi concreti di manutenzione e riqualificazione. Eppure il patrimonio artistico può e deve produrre anche economia».
In questo senso il critico si è soffermato su Civitavecchia «porta di Roma – ha sottolineato – ma non solo: il porto deve essere visto come punto di partenza di un viaggio dentro la civiltà dell’uomo, rappresentata dall’intera area dell’Etruria. Cerveteri, Tuscania, Tarquinia, musei, tombe etrusche, archeologia medievale: qui c’è tutto, chi arriva qui può riappropriarsi delle stesse radici dell’umanità. Un viaggio nei luoghi dove trovare la nascita della cultura, dove si è creato quel “terremoto artistico” tra Roma e Firenze». 

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