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L'Agraria ha detto decisamente no al progetto del digestore

 

DI ROMINA MOSCONI

ALLUMIERE – Ieri pomeriggio ad Allumiere si è tenuto il consiglio straordinario dell’Università Agraria ed è stata approvata all’unanimità la mozione per dire no al progetto del digestore e quindi con la nuova delibera consiliare n. 18 (11 luglio 12) l’ente Agrario ha espresso la propria contrarietà. “Visto che il disposto della delibera consigliare di Allumiere del 29 aprile 2011 dice espressamente che solo dopo che verrà scongiurato, in esito a formali e definitivi atti amministrativi o legislativi, il pericolo di realizzazione di una discarica nel territorio comunale di Allumiere, si potranno valutare, dopo l’approvazione della variante generale al PRG, progetti di insediamento nella zona industriale e/o proposte di realizzazione di impianto di compostaggio della sola frazione umida proveniente dalla raccolta porta a porta, comprendente ovviamente i residui e gli scarti delle lavorazioni agricole e forestali e che tali progetti dovranno essere elaborati e dimensionati per il solo fabbisogno comprensoriale facendo particolare riferimento ai Comuni di Allumiere, Tolfa, Civitavecchia e Santa Marinella e comunque, per un massimo di 25.000/30.000 tonnellate annue – ha spiegato il presidente Pasquini – abbiamo detto di no a questo progetto soprattutto motivando questa scelta considerando l’art. 3 che vieta la realizzazione di nuove discariche o nuovi impianti di trattamento e smaltimento di fanghi e rifiuti nonché l’ampliamento di quelli esistenti in termini di superficie, fatte salve le discariche per inerti”. Secondo la delibera dell’Agraria “il progetto Renerwaste non mira esclusivamente a produrre compost ma anche gas da utilizzare per produrre energia elettrica tramite un cogeneratore e quindi prevede ulteriori emissioni in atmosfera di CO2, ossidi di azoto, ossidi di zolfo e polveri e poi non solo non rispetta la ZPS, ma è a pochi metri di distanza dal Centro chimico del Ministero della Difesa dove sembra siano ospitati materiali altamente pericolosi come l’iprite, senza contare che tale opera si inserisce in un’area compromessa da oltre sessant’anni di servitù energetica per la presenza di tre centrali termoelettriche e di un porto tra i primi nel Mediterraneo per traffico passeggeri e merci. Tutti elementi, questi, che incidono notevolmente sotto il profilo dello stress ambientale. Non ci sembra giusto che venga a gravarsi la situazione di un paese come Allumiere dove la raccolta differenziata è arrivata al 70% e che è l’unico ad aver avviato il porta a porta nel comprensorio Tolfa-Allumiere-Civitavecchia-Santa Marinella. Il nostro paese non supera le 430 tonnellate annue a fronte del progetto della Renerwaste che prevede un impianto da 70.000 tonnellate annue”. Pasquini e tutto il consiglio dell’Agraria hanno poi evidenziato che “Lo Spizzicatore, dove dovrebbe sorgere l’impianto della Renerwest dista poco più di mt. 950 dall’azienda biologica del nostro Ente dove pascola un nucleo di bovini maremmani di categoria A iscritti all’albo genealogico nazionale. Oltre all’attività agricolo silvo pastorale, noi svolgiamo un ruolo istituzionale precipuo consistente nella gestione dei demani collettivi, delegata da legge, per permettere la fruibilità degli usi consentiti da parte degli utenti aventi diritto e quindi la vicinanza estrema con i siti di rilevante interesse civico, ambientale e paesaggistico farebbe venire meno il ruolo dell’Ente nelle tenute circostanti”. L’Agraria poi evidenzia poi che nel progetto: “non emerge in maniera chiara l’effettiva compatibilità ambientale dell’impianto riguardo alla zona individuata come Z.P.S., così come alcunché è detto in merito alle effettive misure previste per assicurare la salvaguardia dei valori naturalistici tutelati, né emerge una valutazione degli effetti diretti ed indiretti che la realizzazione del progetto provocherebbe sulle componenti ambientali coinvolte e il sito d’intervento non ricade in maniera baricentrica rispetto alla volontà del comprensorio, ossia di realizzare un impianto di compostaggio al fine di chiudere la filiera dei rifiuti all’interno del territorio stesso”. Per tutti questi motivi il consiglio Agrario ha deliberato “di proporre agli uffici competenti il rigetto del progetto presentato dalla Renerwaste al protocollo comunale il 18 maggio 2012 per la realizzazione di un impianto per la digestione anaerobica ed il compostaggio di rifiuti organici da realizzarsi in località “Spizzicatore” in territorio di Allumiere”.  La delibera approvata è stata poi inviata ai comuni di Tolfa, Allumiere e Civitavecchia, alla Direzione Regionale Energia e Rifiuti, all’Area Valutazione Impatto Ambientale, alla Regione Lazio (assessorato Usi Civici), alla Presidenza Provincia di Roma, all’Assessorato Politiche del Territorio e Tutela Ambientale della Provincia di Roma e al Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio. Questa mattina il presidente Antonio Pasquini ha consegnato tale delibera alla Regione e sta provvedendo a recapitare la missiva alle altre istituzioni. 

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